Il Tribunale della Valletta ha disposto una perizia psicologica sul quindicenne italiano detenuto a Malta dallo scorso 25 maggio, a seguito di un procurato allarme bomba nella scuola che frequentava sull'isola. L'accertamento medico-legale dovrà valutare se l'attuale regime di isolamento dai coetanei stia provocando danni psicologici al minore e dovrà essere depositato entro il prossimo 30 settembre, data in cui si terrà la nuova udienza della fase istruttoria.
La decisione rappresenta il punto centrale della quinta udienza della fase istruttoria, tenutasi a porte chiuse nell'aula della sezione minorile della Corte di Giustizia maltese. Per la famiglia del giovane e per la difesa si tratta di un passaggio fondamentale per monitorare l'impatto psicofisico che la prolungata permanenza in custodia cautelare sta avendo sul ragazzo.
L'udienza al Tribunale della Valletta e le decisioni del giudice
L'udienza si è svolta alla presenza del quindicenne, affiancato dai genitori Antonio e Daniela e dai propri legali, appartenenti allo studio dell'avvocato Arthur Azzopardi. In aula era presente anche un rappresentante dell'Ambasciata d'Italia a Malta, che continua a seguire il caso da vicino per garantire la tutela dei diritti e dell'assistenza consolare al connazionale minorenne.
A presiedere il procedimento è la giudice Tanya Sammut, incaricata del dossier dal 19 agosto scorso. È stata proprio la magistrata a ritenere necessaria una consulenza tecnica d'ufficio incentrata sullo stato di salute mentale e sulle condizioni emotive del giovane, la cui carcerazione cautelare dura ormai da oltre tre mesi.
Dal falso allarme a scuola alle imputazioni investigative
La vicenda che ha portato all'arresto del ragazzo ha preso il via a fine maggio, quando nella scuola frequentata dal quindicenne a Malta si è verificato un falso allarme bomba. L'episodio ha fatto scattare le indagini delle autorità inquirenti locali, sfociate il 25 maggio nella misura di custodia per il giovane.
Nel corso delle indagini successive al primo fatto contestato, il quadro accusatorio si è progressivamente ampliato. Gli investigatori maltesi hanno infatti sollevato ulteriori imputazioni, sostenendo di aver individuato gravi elementi indiziari che collegherebbero il minore a reti e contatti online ascrivibili al gruppo noto come "764", una rete telematica finita sotto la lente di diverse forze di polizia internazionali per presunte attività estorsive, istigazioni e condotte dannose rivolte a minori sul web.
I nodi dell'isolamento e la scadenza di settembre
Il punto critico sollevato nell'ultima udienza riguarda la compatibilità della struttura detentiva e del regime d'isolamento con l'età e il benessere psicofisico del ragazzo. Essendo separato dai coetanei e da un contesto educativo o scolastico strutturato, il rischio di ripercussioni negative sulla salute emotiva rappresenta la preoccupazione principale sia dei familiari sia della difesa.
La perizia psicologica disposta dalla Corte servirà a fornire elementi oggettivi sulla condizione del minore e ad accertare eventuali forme di sofferenza o danno legate alla permanenza nel carcere minorile maltese. Gli esiti della relazione peritale saranno esaminati nel corso della prossima udienza, già calendarizzata per mercoledì 30 settembre 2026, momento in cui il tribunale prenderà in esame la documentazione depositata e valuterà i passi successivi del procedimento istruttorio.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.




