A poco più di due settimane dal rientro in classe del 14 settembre, le scuole della Lombardia affrontano un rilevante fabbisogno di personale precario. Secondo le stime diffuse dalla FLC CGIL regionale, la regione si appresta a coprire circa 25mila incarichi a tempo determinato tra i docenti, a cui si sommano all'incirca 5mila posti vacanti per il personale ATA (in particolare collaboratori scolastici), per un totale che sfiora le 30mila unità complessive.
Il settore maggiormente esposto all'emergenza cattedre resta quello dell'insegnamento specializzato: circa 18mila contratti riguarderanno direttamente il sostegno agli alunni con disabilità, confermando una tendenza di forte ricorso alle supplenze sul territorio lombardo.
Il quadro delle cattedre sul sostegno: deroghe in aumento
Nel dettaglio dei dati presentati dal sindacato di categoria, la situazione dell'organico sul sostegno riflette un divario strutturale tra posti stabili e posti in deroga messi a disposizione ogni anno per coprire le reali esigenze degli istituti:
- Organico di diritto sul sostegno: 18.270 posti autorizzati;
- Posti in deroga già autorizzati: 16.557 cattedre attivate;
- Previsione finale deroghe: destinata a salire verso quota 18mila con il progressivo completamento delle certificazioni degli studenti;
- Mini call veloce sostegno: secondo le stime sindacali, l'assegnazione straordinaria da altre province ha portato in Lombardia circa 550 docenti per il sostegno alla scuola primaria.
Il segretario generale della FLC CGIL Lombardia, Massimiliano De Conca, ha evidenziato come il nodo principale dell'inizio dell'anno scolastico riguardi in particolar modo il sostegno alla scuola primaria, dove la carenza di docenti specializzati di ruolo costringerà gli Uffici scolastici ad attingere in ampia misura dalle graduatorie di supplenti non specializzati o da quelle incrociate.
Immissioni in ruolo parziali e le difficoltà su Matematica
Le supplenze così elevate sono figlie di un reclutamento a tempo indeterminato che non è riuscito a coprire tutti i posti disponibili nell'organico di diritto. Sulle 12mila disponibilità teoriche previste in Lombardia per le immissioni in ruolo 2026/2027, le nomine effettive si fermano a quota 6mila-7mila assunzioni (realizzate anche grazie alle procedure dei concorsi PNRR). Di conseguenza, restano scoperti circa 5mila posti comuni che dovranno essere assegnati a tempo determinato, aggiungendosi ai posti di organico di fatto e sul sostegno.
Tra le classi di concorso con maggiori criticità spicca l'insegnamento della matematica e delle materie scientifiche alle scuole medie e superiori. In tutta la regione si contano oltre 250 posti destinati alle immissioni in ruolo che rischiano di restare privi di un docente di ruolo, con circa 100 cattedre vuote solo nella provincia di Milano.
Le cause di questo ritardo risiedono nei tempi di svolgimento delle procedure concorsuali e nel numero limitato di commissioni giudicatrici autorizzate, che non hanno consentito di completare le graduatorie in tempo utile prima della contabilità delle assunzioni di agosto. Solo una quota ridotta, stimata dal sindacato in circa 60 posti, potrebbe essere recuperata tramite ulteriori scorrimenti dell'algoritmo.
In arrivo i bollettini GPS e la gestione del personale ATA
Il prossimo passaggio chiave per le scuole lombarde è l'elaborazione del primo bollettino da Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). L'algoritmo ministeriale assegnerà le cattedre annuali (fino al 30 giugno o 31 agosto) incrociando le preferenze degli aspiranti con le disponibilità comunicate dagli ambiti territoriali dell'USR Lombardia.
Le previsioni indicano che per le province con un elevato numero di aspiranti e posti (come Milano, Bergamo e Brescia) non basterà una sola fase di nomina, ma si renderanno necessari più bollettini consecutivi nelle settimane successive. Nelle classi di concorso dove le graduatorie risulteranno del tutto esaurite, le scuole dovranno ricorrere agli interpelli per individuare i docenti mancanti.
Infine, resta aperta la questione del personale ATA: alle carenze di docenti si somma la necessità di stipulare circa 5mila contratti a tempo determinato per collaboratori scolastici ed esecutori nei vari plessi della regione, indispensabili per garantire l'apertura delle strutture, la vigilanza e la pulizia degli ambienti scolastici fin dai primi giorni di lezione.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito milano.repubblica.it.