Il nuovo anno scolastico 2026/2027 si apre all'insegna di una nuova emergenza precariato, con oltre 200mila supplenze in arrivo per docenti e personale ATA nelle scuole italiane. La denuncia arriva dal sindacato ANIEF, che chiede al Governo un intervento d'urgenza tramite decreto legge per riaprire il doppio canale di reclutamento e arrestare l'abuso dei contratti a termine.
Nonostante la conclusione delle procedure concorsuali legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che hanno generato un numero consistente di candidati idonei pronti per l'immissione in ruolo, il sistema scolastico continua a fare massiccio affidamento sui contratti a tempo determinato. Secondo l'analisi sindacale, il problema strutturale risiede nella scelta politica e amministrativa di mantenere una quota imponente di cattedre nell'organico di fatto o, per quanto riguarda il sostegno, in deroga, invece di convertirle in posti stabili nell'organico di diritto.
I numeri del precariato per l'anno scolastico 2026/2027
La stima fornita dall'organizzazione sindacale delinea un quadro critico per la stabilità didattica e per i diritti dei lavoratori della scuola. Le cattedre destinate al personale docente non di ruolo supereranno quota 150mila, a cui si aggiungono le supplenze destinate al personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario), portando il totale dei contratti a tempo determinato ben oltre la soglia dei 200mila contratti annuali.
Se si procedesse a una graduale trasformazione dei posti stabilmente necessari in organico di diritto, si potrebbero assumere i docenti idonei già presenti nelle graduatorie, riducendo il precariato a una quota fisiologica. Secondo le proiezioni sindacali, limitando le supplenze al 10% degli attuali incarichi, i contratti a termine scenderebbero a circa 20mila unità, garantendo una maggiore continuità didattica agli studenti.
La denuncia di ANIEF: "Un insegnante su cinque è supplente"
Sulla questione è intervenuto duramente Marcello Pacifico, presidente nazionale dell'ANIEF, evidenziando le ricadute economiche e sociali di questo sistema di gestione del personale:
"I numeri da record sul precariato del nuovo anno scolastico sono evidenti: le cattedre che continuano ad andare al personale non di ruolo saranno ben oltre le 150 mila e se si considera il personale Ata si arriva a più di 200 mila supplenti annuali. Nelle scuole, in media un insegnante su cinque è supplente sottopagato di Stato e deve ricorrere in tribunale per poter ottenere i diritti del personale di ruolo e il risarcimento per abuso dei contratti a termine."
Il sindacato sottolinea come l'utilizzo reiterato dei contratti a tempo determinato costringa migliaia di lavoratori a intraprendere vie legali per vedersi riconosciuti i medesimi diritti economici e normativi dei colleghi di ruolo, come gli scatti di anzianità e il pagamento delle mensilità estive.
Il nodo del sostegno e il richiamo dell'Europa
Un capitolo particolarmente dolente riguarda i posti di sostegno. Le cattedre in deroga, che per legge devono essere coperte con supplenze annuali fino al 30 giugno, superano ormai numericamente quelle presenti nell'organico di diritto. Si tratta di una modalità che, secondo il sindacato, viene utilizzata per evitare il pagamento dei mesi estivi (luglio e agosto) ai docenti, a discapito della continuità educativa per gli alunni con disabilità.
Questa situazione continua a mantenere l'Italia sotto la lente d'ingrandimento delle istituzioni europee. Da Bruxelles, infatti, pende una procedura d'infrazione contro il nostro Paese per la discriminazione dei lavoratori precari e l'abuso dei contratti a termine nella pubblica amministrazione, con particolare riferimento al comparto scuola.
Le richieste al Governo: decreto legge e doppio canale
Per risolvere in maniera strutturale la "supplentite" ed evitare sanzioni da parte dell'Unione Europea, l'ANIEF sollecita un intervento legislativo immediato da parte dell'esecutivo. Le richieste principali avanzate dal sindacato si articolano in tre punti fondamentali:
- Decreto legge d'urgenza: approvazione di un provvedimento per l'apertura del doppio canale di reclutamento, che consenta l'immissione in ruolo attingendo anche dalle graduatorie dei precari storici.
- Parità di trattamento economico: stanziamento di risorse specifiche per garantire l'equiparazione salariale e normativa tra personale di ruolo e personale a tempo determinato.
- Stabilizzazione degli organici: confluenza dei posti dall'organico di fatto all'organico di diritto per consentire le assunzioni a tempo indeterminato su tutte le cattedre effettivamente vacanti e disponibili.
"Il nostro sindacato, in assenza di decisioni di questo tenore, intende sollecitare Bruxelles: l’abuso dei contratti a termine nella scuola italiana non può rimanere impunito", ha concluso il presidente Marcello Pacifico.
In attesa di eventuali risposte politiche e dell'avvio formale delle procedure di nomina da parte degli Uffici Scolastici Territoriali, i lavoratori precari della scuola possono monitorare gli aggiornamenti e le pubblicazioni ufficiali consultando periodicamente il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ascuolaoggi.com.