Il Fondo nazionale per il sistema integrato 0-6 aumenterà nel 2026, raggiungendo quota 288,8 milioni di euro rispetto ai 275,7 milioni del 2025. A chiarirlo è il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che ha smentito formalmente le ricostruzioni relative a presunti tagli da 193 milioni di euro ai servizi educativi per la prima infanzia.
Le precisazioni ministeriali rispondono alle polemiche sollevate sul criterio di distribuzione dei fondi destinati ai Comuni e alle Regioni, rassicurando le famiglie e gli operatori del settore della prima infanzia sulla tenuta finanziaria del sistema.
Per consentire ai lettori la consultazione diretta del testo esplicativo originale, è possibile fare riferimento alla nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito pubblicata sul portale ufficiale del Dipartimento per il sistema educativo.
Nessun taglio: il quadro finanziario del Fondo 0-6
I dati numerici presentati dal Capo Dipartimento per l'istruzione, Carmela Palumbo, mostrano una traiettoria di crescita per il Fondo nazionale integrato dalla nascita fino ai sei anni. Nello specifico, la dotazione finanziaria segue questo sviluppo:
- Anno 2025: 275.709.896 euro destinati ai servizi educativi;
- Anno 2026: 288.800.000 euro già previsti a bilancio;
- Anno 2027: ulteriore incremento pianificato di 2 milioni di euro;
- Anno 2028: ulteriore aumento programmatico di altri 2 milioni di euro.
La presunta contrazione delle risorse, pari a circa 29 milioni di euro nei calcoli redistributivi, deriva in realtà da una rivisitazione tecnica dei criteri di riparto. Il gruppo di lavoro ha infatti accordato maggior peso alla platea di utenti che già usufruiscono concretamente dei servizi educativi attivi sul territorio, allo scopo di garantire la continuità gestionale delle strutture esistenti.
Gestione dei servizi e nuove costruzioni: la distinzione dei fondi
Un passaggio centrale del chiarimento ministeriale riguarda la natura specifica del Fondo 0-6. Questo strumento non nasce con lo scopo prevalente di edificare o aprire nuovi asili nido nelle zone carenti, bensì per sostenere i costi di gestione, migliorare la qualità dell'offerta formativa e abbattere le rette a carico dei genitori.
Per la creazione di nuovi posti e la realizzazione di infrastrutture fisiche, la copertura finanziaria fa riferimento a distinti canali di investimento:
- Risorse PNRR: per la costruzione, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici e dei nidi;
- Fondi nazionali aggiuntivi: circa 2 miliardi di euro stanziati per l'ampliamento dell'offerta e la creazione di nuovi posti;
- Arredi innovativi: 181 milioni di euro destinati allo sviluppo degli ambienti di apprendimento per nidi e scuole dell'infanzia.
La ripartizione e il vincolo di programmazione
Il Ministero evidenzia che la proposta di riparto attualmente in discussione è frutto di un lavoro istruttorio condotto in sinergia con i rappresentanti delle Regioni e dell'ANCI. Il testo non costituisce ancora un provvedimento definitivo, in quanto dovrà ricevere il passaggio formale e l'approvazione finale all'interno della Conferenza Unificata.
Per quanto concerne il meccanismo perequativo, dal Ministero precisano che la perdita di eventuali quote aggiuntive in caso di mancata programmazione nei tempi previsti non rappresenta una novità né una penalizzazione arbitraria. Tale regola era già prevista nel Piano di azione nazionale 2021-2025 per spingere gli enti locali a impiegare tempestivamente i finanziamenti ricevuti, evitando che ingenti somme rimangano non spese a fronte di un forte fabbisogno delle famiglie.
Copertura nazionale e prossimi passaggi
Secondo le stime fornite dalle strutture ministeriali, il totale degli interventi e dei nuovi posti generati attraverso il PNRR consentirà all'Italia di superare il target stabilito a livello europeo (il parametro di Barcellona fissato al 33% di copertura dei servizi per la prima infanzia), attestandosi su una media nazionale superiore al 36%.
I prossimi mesi saranno decisivi per l'intesa conclusiva in Conferenza Unificata, sede nella quale Regioni e Comuni concorderanno la griglia finale dei trasferimenti per garantire la massima tempestività nell'erogazione dei servizi alle famiglie.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito mef.gov.it.