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Scuola

Vaccini a scuola: l'esperto chiede rinvio per verifiche sanitarie

25 agosto 2026 di Francesco Perrone

L'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 potrebbe essere segnato da un supplemento di cautela sul fronte della prevenzione sanitaria. A pochi giorni dal suono della prima campanella, l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova, ha lanciato una proposta destinata a far discutere: valutare un breve rinvio dell'inizio delle lezioni, in particolare per la scuola primaria, al fine di consentire alle autorità competenti di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli alunni.

La sollecitazione nasce da un fatto di cronaca che ha scosso il mondo della sanità e dell'istruzione: la recente scomparsa di una bambina in Sicilia a causa della difterite, una malattia che si considerava ormai sotto controllo grazie alle campagne di immunizzazione, ma che ha riacceso i riflettori sulle falle nelle coperture vaccinali in alcune aree del Paese.

La proposta: rinvio mirato per la sicurezza nelle aule

Secondo Bassetti, la situazione attuale richiede un intervento di prevenzione attiva che vada oltre la semplice burocrazia. "Sarebbe ragionevole valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni, almeno nelle scuole primarie, per consentire alle autorità sanitarie di verificare puntualmente lo stato vaccinale degli iscritti e, dove necessario, completare i percorsi di recupero", ha dichiarato l'esperto attraverso i propri canali social.

L'obiettivo non è quello di creare un ostacolo al diritto all'istruzione, ma di garantire che l'ingresso in comunità avvenga in condizioni di massima sicurezza. Per l'infettivologo, nel 2026 non è accettabile rassegnarsi alla ricomparsa di patologie prevenibili: "Anche un solo nuovo caso di difterite dovrebbe essere considerato un evento da prevenire con la massima determinazione. Prima di riaprire le aule, bisognerebbe fare tutto ciò che è possibile per renderle sicure".

Obbligo vaccinale e richiami: cosa prevede la legge

In Italia, la normativa di riferimento resta la Legge 31 luglio 2017, n. 119, che ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni per i minori da zero a sedici anni. Tra queste figurano proprio quelle contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite.

Il Ministero della Salute indica il momento dell'ingresso alla scuola primaria (attorno ai 5-6 anni) come una tappa fondamentale per la somministrazione dei richiami necessari a mantenere l'immunità acquisita nei primi anni di vita. La proposta di Bassetti punta a trasformare questo passaggio burocratico in una verifica "persona per persona", superando il limite dei dati aggregati o delle semplici autocertificazioni che, in alcuni casi, potrebbero non rispecchiare l'effettiva situazione clinica dello studente.

Il contesto: il caso siciliano e le coperture

L'allarme è scattato a seguito delle analisi sulle coperture vaccinali in Sicilia, emerse dopo il decesso della piccola paziente. I dati hanno evidenziato zone d'ombra che preoccupano gli esperti di sanità pubblica. La difterite è una patologia infettiva acuta che può avere esiti letali e la protezione di gregge è l'unico strumento per evitare focolai epidemici in contesti affollati come le aule scolastiche.

Per Bassetti, la verifica puntuale permetterebbe di:

Cosa cambia per le famiglie e le scuole

Al momento, quella di Bassetti resta una proposta tecnica rivolta ai decisori politici e alle autorità sanitarie regionali. Non sono stati ancora emanati decreti o ordinanze che modifichino il calendario scolastico già deliberato dalle Regioni per il prossimo settembre 2026. Tuttavia, il dibattito è aperto e potrebbe portare a controlli più rigorosi da parte dei dirigenti scolastici.

Cosa devono fare i genitori in vista dell'avvio delle lezioni? Il consiglio principale è quello di verificare il libretto vaccinale dei propri figli. Se i richiami previsti per i 5-6 anni non sono stati ancora effettuati, è opportuno contattare tempestivamente il proprio pediatra o il centro vaccinale della ASL di riferimento per regolarizzare la posizione prima dell'inizio delle lezioni.

Ricordiamo che per la scuola primaria e secondaria, la mancata regolarità vaccinale non comporta l'esclusione dalle lezioni (a differenza della scuola dell'infanzia), ma attiva una procedura che prevede sanzioni pecuniarie e l'intervento delle autorità sanitarie per il recupero della vaccinazione.

"Non si tratta di una posizione contro qualcuno, ma di una questione di sanità pubblica e prevenzione." Matteo Bassetti

Nelle prossime ore si attende di capire se il Ministero dell'Istruzione e del Merito o i singoli Uffici Scolastici Regionali (USR) accoglieranno l'invito a intensificare i monitoraggi o se la gestione resterà affidata alle procedure ordinarie previste dalla Legge 119.

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Tags: cronaca vaccini prevenzione
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