Gli studenti della scuola secondaria di Monterenzio non varcheranno la soglia del nuovo plesso al suono della prima campanella di settembre. Nonostante l'avvicinarsi della scadenza del 31 agosto, termine fissato dai cronoprogrammi legati ai fondi PNRR, il cantiere della nuova struttura appare ancora lontano dalla conclusione, costringendo l'amministrazione comunale a confermare l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 nella vecchia sede.

La situazione ha innescato un acceso scontro politico nel comune dell'Appennino bolognese. Al centro della disputa non c'è solo il ritardo nella consegna dell'opera, ma anche la sicurezza del sito scelto e il rischio di perdere i finanziamenti europei qualora le scadenze ministeriali non vengano rispettate formalmente.

Il sopralluogo e le criticità del cantiere

A sollevare il caso è stato Marco Monari, capogruppo della lista di minoranza "Un Futuro per Monterenzio". In seguito a un recente sopralluogo, Monari ha denunciato uno stato dei lavori ancora embrionale per molte componenti fondamentali dell'edificio. Secondo l'esponente dell'opposizione, la possibilità di un collaudo entro la fine del mese sarebbe tecnicamente impossibile.

Dalle osservazioni effettuate sul campo, emergerebbero mancanze strutturali e di finitura che rendono l'edificio inagibile. In particolare, il gruppo di minoranza ha segnalato l'assenza di:

  • Serramenti e parapetti esterni;
  • Pavimentazioni e gran parte delle controsoffittature interne;
  • Sistemazione delle aree esterne, ancora configurate come area di cantiere;
  • Collegamento alla rete fognaria comunale, opera primaria ancora da realizzare.

Oltre ai ritardi tecnici, Monari ha ribadito le critiche sulla localizzazione della scuola, definita "a forte pericolo idraulico" e troppo vicina all'attuale complesso, mettendo in discussione la scelta stessa di demolire il vecchio plesso invece di riqualificarlo per altri scopi sociali o amministrativi.

La scadenza del 31 agosto e il rischio fondi PNRR

Il nodo principale riguarda la rendicontazione legata al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Entro il prossimo 31 agosto, infatti, l'azienda appaltatrice dovrebbe emettere il certificato di ultimazione dei lavori, documento essenziale insieme all'Attestato di Prestazione Energetica (APE) per certificare il raggiungimento dei target previsti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Il sindaco di Monterenzio, Davide Lelli, ha risposto alle critiche precisando che l'amministrazione ha agito sulla base delle garanzie fornite dall'impresa incaricata, che aveva assicurato il rispetto del cronoprogramma. "Il Comune si è già riservato di assumere tutte le determinazioni necessarie a tutela delle proprie ragioni nei confronti dei soggetti responsabili qualora il termine non venga rispettato", ha dichiarato il primo cittadino.

È importante sottolineare che la scadenza del 31 agosto ha un valore prettamente amministrativo e di rendicontazione per il portale PNRR Istruzione, ma non coincide necessariamente con l'effettiva entrata in funzione della scuola. L'agibilità e la piena utilizzabilità della struttura richiedono infatti tempi tecnici che, a questo punto, scivoleranno inevitabilmente all'autunno inoltrato o ai primi mesi del 2027.

Studenti ancora nella vecchia sede

Per le famiglie e il personale scolastico, la conseguenza immediata è la stasi organizzativa: l'anno scolastico inizierà regolarmente presso l'attuale sede. Il sindaco Lelli ha rassicurato la cittadinanza spiegando che il trasferimento avverrà solo quando la nuova struttura sarà "ultimata, resa agibile e pienamente utilizzabile".

In merito alla localizzazione contestata, il sindaco ha tenuto a precisare che l'attuale giunta ha ereditato un progetto già avviato e blindato dai vincoli del finanziamento europeo: "Non abbiamo scelto noi il sito e abbiamo sempre sostenuto che quella localizzazione non fosse adeguata, ma abbiamo dovuto gestire un'opera già in corso per non perdere le risorse".

Cosa succede se i lavori non finiscono?

Se entro il 31 agosto non dovesse essere emesso il certificato di ultimazione, il Comune di Monterenzio potrebbe trovarsi in una posizione difficile nei confronti del Ministero. Le penali per il ritardo ricadrebbero in prima battuta sulla ditta appaltatrice, ma l'ente locale deve garantire la coerenza con i target europei per evitare che l'onere economico dell'opera ricada interamente sulle casse comunali.

Nei prossimi giorni sono attesi ulteriori controlli tecnici per verificare se sia possibile almeno una "chiusura formale" del cantiere che permetta di salvare il finanziamento, pur proseguendo con le opere di finitura e i collegamenti impiantistici necessari all'apertura reale.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilrestodelcarlino.it.