Chi aggiorna le GPS conosce la sensazione: hai un numero — il tuo punteggio — e non sai davvero cosa significa. Ottanta punti sono tanti o pochi? Dipende. Non dal punteggio, ma dalla provincia in cui lo porti.

Sulle stesse classi di concorso, chi è già iscritto nelle graduatorie provinciali per le supplenze ha in media circa 49 punti ad Avellino e 90 a Brescia. Sono oltre quaranta punti di differenza fra due province italiane: lo stesso identico punteggio, in una ti colloca nella parte alta della lista e nell'altra a metà. È la ragione per cui la scelta della provincia pesa quanto i titoli che hai accumulato, e per cui un calcolo fatto bene serve a poco se poi le province si scelgono a intuito.

Su questo terreno si muove punteggiogps.it, uno strumento gratuito che fa tre cose: calcola il punteggio con le tabelle dell'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026 (OM 27/2026), quella vigente per il biennio 2026/2028, verifica la domanda già inviata e stima, provincia per provincia, fin dove sono arrivate le chiamate.

Come si calcola il punteggio GPS

Il riferimento, come detto, è l'OM 27/2026, l'ordinanza che regola l'aggiornamento delle graduatorie per il biennio 2026/2028. Le tabelle di valutazione sono dieci e cambiano a seconda del profilo: infanzia e primaria, secondaria, insegnanti tecnico-pratici, sostegno, personale educativo, ciascuna con la distinzione fra prima e seconda fascia.

Sono tutte e dieci implementate per intero. Non è un dettaglio da poco: la maggior parte dei calcolatori in circolazione copre bene il caso più comune — il docente di secondaria di seconda fascia — e approssima gli altri. Chi è ITP, chi viene dal personale educativo o chi ha titoli sul sostegno di solito si ritrova a fare i conti a mano, incrociando le tabelle dell'ordinanza con la propria situazione.

Il calcolo restituisce il totale, ma soprattutto lo scompone: quanti punti vengono dal servizio, quanti dai titoli di studio, quanti dalle certificazioni. È la parte che serve a capire dove conviene investire l'anno prossimo, perché due strade che portano allo stesso numero possono costare tempo e denaro molto diversi.

Come capire se la domanda è corretta

Chi ha già inoltrato la domanda ha in mano una ricevuta in PDF. Quel file contiene tutto quello che è stato dichiarato: titoli, servizi, riserve. Caricandolo, il sistema lo legge, ricalcola il punteggio e mostra voce per voce come è composto.

Serve a una cosa sola, ed è la più utile: accorgersi di un errore prima che se ne accorga l'ufficio scolastico. Un anno di servizio inserito nella casella sbagliata, una certificazione dichiarata due volte, un titolo che non dà i punti che si pensava. Sono errori che a valutazione conclusa diventano una rettifica, con la posizione in graduatoria che scivola quando ormai le convocazioni sono partite.

Due precisazioni che vale la pena fare, perché riguardano i dati personali. Il file viene letto e cancellato nello stesso momento, non resta archiviato da nessuna parte. E non vengono chieste credenziali: niente SPID, niente CIE, nessuna password. Serve soltanto il PDF che il docente ha già scaricato dalla propria area riservata.

Resta inteso che il ricalcolo vale su quanto è stato dichiarato: la validazione dei titoli spetta all'ufficio scolastico provinciale, e nessuno strumento privato può sostituirla. Quello che può fare è farti arrivare a quella verifica sapendo già dove guardare.

In quale provincia conviene iscriversi

Qui il discorso cambia natura: non è più un calcolo, è un confronto. Il punteggio da solo non dice niente finché non lo si mette accanto a quello degli altri iscritti nella stessa provincia e nella stessa classe di concorso.

La base di dati raccolta per farlo è questa: 101 province su 107 coperte con dati propri, 25.827 graduatorie del biennio 2026/2028, 2.770.042 posizioni in graduatoria. I documenti sono stati scaricati dai siti degli Uffici scolastici provinciali: 16.752 fra decreti, elenchi e allegati, che è poi il lavoro noioso che nessuno ha voglia di fare e che è la ragione per cui questi confronti in giro non si trovano.

Il risultato, per il lettore, è una domanda con una risposta: con i miei punti, in questa provincia, a che altezza della lista mi trovo? E nelle province vicine? L'elenco della copertura provincia per provincia dice quali territori hanno dati completi e quali no, e da lì si apre la pagina della singola provincia con le sue graduatorie e le sue classi di concorso.

Perché «il punteggio più basso chiamato» è un dato ingannevole

Quasi tutti i siti che parlano di convocazioni pubblicano il punteggio più basso fra quelli chiamati. Sembra la soglia da superare. Non lo è, ed è importante capire perché.

Le supplenze si assegnano incrociando le graduatorie con le preferenze espresse — fino a 150 sedi. Può quindi succedere che un aspirante molto in basso in graduatoria ottenga un posto semplicemente perché nessuno sopra di lui aveva indicato quella scuola: una sede scomoda, un orario spezzato, un comune isolato. Quel punteggio finisce nei bollettini e diventa «il minimo chiamato». Prenderlo per una soglia significa dire a chi ha trenta punti che verrà convocato, quando in realtà si sta guardando il caso più fortunato dell'anno.

L'approccio è diverso: dai bollettini di nomina si ricava fino a che punto della lista le chiamate sono effettivamente arrivate, e quella profondità viene riportata sulla graduatoria di quest'anno. In pratica, invece di chiedersi «qual è il punto più basso che è passato», si guarda quante posizioni sono state consumate in quella classe di concorso e in quella provincia, e si vede dove cade il tuo nome oggi. I bollettini archiviati sono 2.435, per un totale di 361.829 nomine analizzate.

È un passaggio tecnico, ma è tutta la differenza fra un dato attendibile e un dato suggestivo. E quando i dati di una provincia non bastano a rispondere, il sito lo scrive: preferisce dire che non lo sa piuttosto che stimare un numero che sembra buono.

Che cosa è e che cosa non è

Vale la pena essere chiari, perché in questo settore la confusione è facile. punteggiogps.it è uno strumento privato di Formacenter Academy srl: non è un sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito e non ha alcun valore ufficiale. Le graduatorie che fanno fede sono quelle pubblicate dagli uffici scolastici territoriali, ed è a quelle che bisogna guardare per la propria posizione definitiva.

La consultazione del punteggio è gratuita e non richiede registrazione. Il resto — capire quanto valgono i propri titoli, verificare che la domanda inviata sia coerente, scegliere le province con un'idea di come sono andate le convocazioni negli anni scorsi — è quello che si può fare prima che le graduatorie definitive escano, quando le decisioni sono ancora reversibili.