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Scuola

Precariato scuola: Anief chiede un decreto legge in autunno

20 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

Con l'avvio del nuovo anno scolastico ormai alle porte e la prospettiva di dover gestire una quota stimata tra le 150.000 e le 200.000 supplenze, il tema del precariato nella scuola italiana torna a infiammare il dibattito politico e sindacale. L'Anief ha ufficializzato la richiesta al Governo di varare un decreto legge d'urgenza entro il prossimo autunno per introdurre il "doppio canale" di reclutamento, una misura ritenuta indispensabile per stabilizzare migliaia di docenti abilitati e specializzati attualmente confinati in una condizione di cronica instabilità contrattuale.

La proposta del sindacato guidato da Marcello Pacifico punta a scardinare l'attuale sistema di reclutamento, ritenuto non più sostenibile sia dal punto di vista didattico sia da quello economico. L'obiettivo centrale è la stabilizzazione immediata di chi ha maturato fino a 10 anni di servizio, transforming l'organico di fatto in organico di diritto.

Come funziona la proposta del "doppio canale"

La riforma strutturale caldeggiata dall'Anief prevede una ripartizione paritaria delle assunzioni a tempo indeterminato per i docenti e per il personale ATA:

Questo meccanismo verrebbe applicato non solo alle cattedre communes, ma anche ai posti di sostegno, dove la carenza di personale specializzato di ruolo è ancora più marcata. Nelle intenzioni del sindacato, l'utilizzo sistematico delle GPS per le immissioni in ruolo eviterebbe il ricorso abusivo ai contratti a termine per coprire posti che, nei fatti, sono vacanti e stabili.

Le pressioni dell'Unione Europea e i costi del precariato

La richiesta di un decreto d'urgenza non nasce dal nulla, ma si inserisce in un contesto di forte pressione giuridica internazionale. La Corte di Giustizia dell'Unione Europea si è già pronunciata in passato contro l'abuso dei contratti a termine, in particolare con la celebre sentenza Mascolo del 26 novembre 2014, mentre la procedura d'infrazione UE 2014/4231 ha visto successivi sviluppi con il parere motivato di luglio 2019 e la lettera di messa in mora del 2023, esponendo il nostro Paese al rischio di pesanti sanzioni finanziarie.

A questo si aggiunge l'impatto economico che il contenzioso sul precariato ha sulle casse dello Stato, costretto a erogare costantemente ingenti somme in risarcimenti per l'abuso di contratti a termine a seguito dei ricorsi vinti dai lavoratori. Un'escalation favorita anche dalle recenti modifiche normative introdotte dall'articolo 12 del Decreto Legge 131/2024 (Decreto Salva-Infrazioni), convertito nella Legge 166/2024, che ha riscritto l'articolo 28 del D.Lgs. 165/2001 innalzando il tetto dell'indennizzo risarcitorio per l'abuso dei contratti a termine, portandolo da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità.

Il nodo dei concorsi PNRR e il destino degli idonei

Un altro fronte critico riguarda la gestione dei concorsi banditi sotto l'egida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Gli accordi presi in passato con la Commissione Europea hanno di fatto limitato le assunzioni ai soli vincitori dei concorsi, escludendo circa 30.000 candidati idonei che, pur avendo superato tutte le prove d'esame, si trovano oggi in una fase di stallo senza alcuna garanzia di immissione in ruolo.

Per sbloccare questa situazione, l'Anief chiede di accelerare l'iter di appositi provvedimenti legislativi attualmente all'esame del Parlamento. Questi disegni di legge mirano a correggere i vincoli dei concorsi PNRR, consentendo lo scorrimento delle graduatorie e un trattamento più equo per tutti i candidati idonei.

Le richieste per il sostegno e il rinnovo del CCNL

La situazione appare particolarmente delicata sul fronte del sostegno. In molte province italiane, le Graduatorie ad Esaurimento (GaE) sono ormai prive di aspiranti. Per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità, diventa quindi indispensabile poter attingere alle GPS per le immissioni in ruolo, superando la prassi delle nomine in deroga che ogni anno lasciano migliaia di cattedre scoperte fino all'autunno inoltrato.

Infine, l'azione sindacale si sposta anche sul tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL 2025-2027. L'Anief chiede che nel nuovo testo contrattuale venga sancita la piena parità di trattamento economico e giuridico tra personale di ruolo e personale precario, a partire dal riconoscimento degli scatti di anzianità legati al servizio preruolo, per colmare un divario retributivo che penalizza ingiustamente chi garantisce il funzionamento quotidiano delle scuole italiane.

La palla passa ora al Ministero dell'Istruzione e del Merito e alla maggioranza di governo, chiamati a decidere se accogliere la richiesta di un provvedimento d'urgenza prima che l'inizio delle lezioni si trasformi, ancora una volta, nel consueto valzer dei supplenti.

Tags: sindacati precariato supplenze
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