Il Comune di Ostuni ha annullato in autotutela la maxigara venticinquennale per la gestione del servizio di refezione e delle mense scolastiche, precedentemente aggiudicata alla società Ladisa Srl. La decisione, formalizzata con un provvedimento dirigenziale del 19 agosto 2026, azzera l'intera procedura per adeguarla alle normative europee sulla concorrenza, ma l'amministrazione ha già confermato che il progetto di riorganizzazione non si ferma e verrà bandita una nuova gara.

Per le scuole, le famiglie e il personale scolastico del comune pugliese si apre ora una fase di transizione in vista del nuovo anno scolastico. L'annullamento, infatti, cancella un affidamento di lunghissimo termine ma pone le basi per una nuova procedura di gara lineare e priva di profili di illegittimità che avrebbero potuto compromettere la stabilità del servizio nel tempo.

I motivi dello stop: il nodo del diritto di prelazione

Alla base del provvedimento di autotutela – la determinazione dirigenziale n. 1749 firmata dal dirigente del Settore Lavori e Opere Pubbliche, Giovanni Spalluto – c'è una complessa questione di diritto amministrativo e comunitario. La gara, avviata originariamente il 13 ottobre 2025, era stata strutturata come un partenariato pubblico-privato (PPP) della durata di ben 25 anni. Il progetto non comprendeva solo la mera fornitura dei pasti, ma anche la realizzazione di un centro cottura centralizzato tecnologico (4.0), l'eco-riqualificazione dei refettori scolastici, l'istituzione di un supermercato solidale e una donazione sociale.

La procedura prevedeva il diritto di prelazione a favore del promotore del progetto, individuato nella società barese Ladisa Srl, unica a presentare un'offerta entro la scadenza del 5 dicembre 2025. Di conseguenza, il 4 marzo 2026 il Comune aveva proceduto all'aggiudicazione definitiva della concessione.

Tuttavia, il quadro giuridico è mutato radicalmente a seguito della sentenza emessa il 5 febbraio 2026 dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-810/24). I giudici europei hanno stabilito che il diritto di prelazione a favore del promotore nelle procedure di partenariato è incompatibile con i principi comunitari di concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione. Di fatto, la presenza di questa clausola nel bando originario ha reso l'intera procedura vulnerabile e illegittima.

L'intervento della Corte dei Conti e l'autotutela

A spingere il Comune di Ostuni verso la revoca in autotutela è stato anche il pronunciamento della Sezione di Controllo della Corte dei Conti della Puglia che, con la deliberazione n. 141/2026, ha evidenziato l'obbligo per l'amministrazione di valutare l'esercizio del potere di autotutela entro i termini di legge. L'avvocatura comunale ha confermato il manifesto rischio di ricorsi, suggerendo di annullare gli atti prima della firma del contratto di concessione, che infatti non era ancora stato sottoscritto.

La società Ladisa Srl, difesa dal professor avvocato Saverio Sticchi Damiani, aveva presentato una memoria difensiva il 10 luglio 2026 per tutelare l'aggiudicazione ottenuta a marzo. L'istruttoria del Comune si è però conclusa ritenendo prevalente l'interesse pubblico al rispetto delle direttive europee sui contratti pubblici.

Con la determinazione del 19 agosto sono stati quindi annullati tutti gli atti della procedura identificata dal CIG B8F7C07BFA, a partire dalla determinazione a contrarre del 2025.

Cosa cambia adesso per le scuole e le famiglie

Nonostante l'annullamento della maxigara, l'amministrazione comunale ha precisato che l'ambizioso progetto di ammodernamento del servizio mensa non verrà abbandonato. I passaggi chiave per il futuro immediato prevedono:

  • Riedizione della gara: Il Comune procederà a bandire un nuovo appalto per la gestione delle mense scolastiche, eliminando la clausola del diritto di prelazione ritenuta anticoncorrenziale.
  • Partecipazione aperta: La società Ladisa Srl potrà partecipare alla nuova gara, concorrendo alla pari con gli altri operatori economici del settore, senza alcuna corsia preferenziale.
  • Tempi tecnici e ricorsi: Contro il provvedimento di annullamento in autotutela è ammesso il ricorso al TAR Puglia (sezione di Lecce) entro 30 giorni dalla notifica dell'atto.

L'obiettivo prioritario resta quello di garantire la continuità e la qualità del servizio di refezione scolastica per gli alunni di Ostuni, riducendo al minimo i disagi burocratici in vista della ripresa delle lezioni a settembre. Maggiori dettagli e gli atti ufficiali sono consultabili nella ricostruzione pubblicata dal portale locale Ostuni News.