Una proposta concreta per contrastare il calo delle competenze in italiano e matematica evidenziato dagli ultimi dati INVALSI arriva da Lamezia Terme. La dirigente scolastica Antonella Mongiardo ha indirizzato una lettera aperta al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, suggerendo di potenziare lo studio del latino fin dalla scuola secondaria di primo grado come palestra di logica e comprensione linguistica.
L'iniziativa nasce dall'analisi degli esiti delle prove INVALSI del 2026, presentati lo scorso luglio. Se da un lato si registrano progressi significativi nelle competenze digitali e nella lingua inglese, dall'altro emerge un quadro preoccupante per quanto riguarda l'italiano e la matematica. Molti studenti faticano a comprendere un testo scritto nella propria lingua madre e a strutturare un pensiero complesso, mentre ben quattro ragazzi su dieci mostrano gravi carenze logico-matematiche.
Il paradosso delle competenze: bravi in tecnologia, deboli nella logica
Nella sua lettera, la dirigente Mongiardo evidenzia un forte paradosso generazionale: i giovani di oggi si muovono con estrema disinvoltura tra i codici complessi della cultura digitale e dei videogiochi, ma riscontrano enormi difficoltà di fronte a un testo in italiano o a un problema di logica elementare. Secondo la preside, le prove standardizzate non misurano la semplice memorizzazione di regole o tabelline, bensì la capacità di attenzione e di ragionamento critico.
L'impoverimento del linguaggio, tuttavia, non è un fenomeno esclusivamente scolastico, ma rappresenta una vera e propria emergenza sociale. I canali di comunicazione di massa, i social network improntati all'immediatezza e la crisi del patto di corresponsabilità tra scuola e famiglie contribuiscono a ridurre la complessità della lingua a semplici slogan. In questo scenario, la scuola da sola non può invertire la rotta senza un'alleanza educativa globale e interventi strutturali.
Dalla sperimentazione LEL al "LELL": il latino come codice logico
Per rispondere a questa emergenza, la proposta della dirigente scolastica punta sulla valorizzazione di una sperimentazione già nota, il LEL (Latino per l'Educazione Linguistica), introdotto per la scuola media. L'idea è quella di compiere un passo in avanti, trasformando la sigla in LELL: Latino per l’Educazione Linguistica e Logica.
L'obiettivo non è il ritorno a un approccio nostalgico basato sulla memorizzazione mnemonica delle declinazioni, ma l'utilizzo della lingua latina come uno strumento scientifico. Tradurre dal latino, spiega la dirigente nella lettera, richiede un processo mentale del tutto simile a quello di un programmatore che deve effettuare il debugging di un codice informatico o di uno studente che risolve un'equazione matematica. È un esercizio che costringe a:
- Scomporre e analizzare la struttura della frase;
- Riconoscere i nessi logici e sintattici;
- Applicare la precisione e il rigore analitico;
- Sviluppare la capacità di astrazione.
Inoltre, l'introduzione sistematica di questo insegnamento nella scuola media rappresenterebbe un importante fattore di equità sociale e meritocrazia, garantendo a tutti gli studenti la medesima "cassetta degli attrezzi" intellettuale, indipendentemente dalla successiva scelta del percorso di studi superiori.
Le richieste al Ministero: organico, risorse e formazione
Affinché la proposta non rimanga un'intenzione teorica sulla carta, la dirigente scolastica si rivolge direttamente al Ministero dell'Istruzione e del Merito chiedendo un supporto concreto per le istituzioni scolastiche che intendono percorrere questa strada. Le richieste principali riguardano:
- Un indirizzo nazionale chiaro che definisca linee guida e quadri orari dedicati;
- Risorse economiche mirate per l'attivazione di laboratori e progetti specifici;
- Formazione del personale docente per adattare la didattica del latino alle esigenze dei ragazzi delle medie;
- Adeguamento degli organici, con l'assegnazione alle scuole di docenti in possesso delle competenze necessarie per l'insegnamento della disciplina.
La proposta inviata da Lamezia Terme apre un dibattito metodologico di grande attualità nel mondo della scuola, ponendo l'accento sulla necessità di recuperare gli strumenti del pensiero critico per preparare le future generazioni ad affrontare la complessità del futuro.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito lametino.it.