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Scuola

Sostegno a scuola, un alunno su due cambierà docente

19 agosto 2026 di Francesco Perrone

Un alunno con disabilità su due non ritroverà lo stesso docente di sostegno al rientro in classe nel mese di settembre per l'anno scolastico 2026/2027. A determinare l'ennesimo picco di discontinuità didattica è l'elevato numero di posti in deroga assegnati dagli Uffici Scolastici Regionali, coperti in gran parte tramite supplenze annuali e contratti a tempo determinato.

Mentre la macchina organizzativa del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) si avvia verso la riapertura delle scuole per circa 7 milioni di studenti distribuiti in 360mila classi, le operazioni relative alle nomine e alle assegnazioni provvisorie mettono in luce la profonda precarietà del settore dell'inclusione scolastica.

I numeri del sostegno tra organico di diritto e posti in deroga

La cattedra di sostegno rappresenta uno dei nodi più complessi per gli Uffici territoriali. Per il nuovo anno scolastico, l'organico di diritto nazionale conta circa 128.170 posti. Tuttavia, i posti autorizzati in deroga per rispondere alle effettive esigenze attestate dalle diagnosi e dalle richieste delle ASL superano quota 150.000 sull'intero territorio nazionale.

I decreti diffusi da nove regioni (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Puglia, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Toscana e Basilicata) mostrano come, solo in questi bacini, le cattedre in deroga sfiorino le 91.500 unità a fronte di un organico di diritto inferiore alle 78.000 unità. Di fatto, in diversi territori la quota di cattedre precarie e temporanee supera il 100% dell'organico stabilizzato.

Poiché i posti in deroga scadono il 30 giugno e non vengono automaticamente riconfermati sullo stesso docente per l'anno successivo, migliaia di cattedre tornano a disposizione delle graduatorie per le supplenze (GPS) o delle procedure di mobilità annuale, privando gli studenti di una figura di riferimento continuativa.

Discontinuità didattica: i dati dell'inclusione

Il fenomeno dei continui avvicendamenti di personale sul sostegno è confermato anche dalle rilevazioni Istat sul sistema scolastico: nell'anno scolastico 2024/2025, il 58% degli alunni con disabilità ha cambiato il docente di sostegno rispetto all'anno precedente. Le criticità risultano maggiormente accentuate nella scuola secondaria di primo grado (61%) e nella scuola dell'infanzia (70%). Inoltre, circa il 9,4% degli studenti ha subito un cambio d'insegnante anche a lezione già iniziata, nel corso del medesimo anno scolastico.

Accanto alla rotazione del personale rimane aperto il tema della specializzazione: circa il 22% dei docenti incaricati su cattedre di sostegno non possiede il titolo di specializzazione prescritto, venendo reclutato da posto comune tramite le cosiddette "messe a disposizione" o l'esaurimento delle graduatorie specifiche.

Ordine di scuola Percentuale cambio docente
Scuola dell'infanzia 70%
Scuola secondaria I grado 61%
Media complessiva nazionale 58%

Cosa prevede la normativa sulla conferma del docente

Per contrastare la frammentazione dei percorsi didattici, il quadro normativo recente ha introdotto la possibilità per le famiglie di richiedere la conferma del docente di sostegno precario per l'anno scolastico successivo, in presenza di determinati requisiti di specializzazione o servizio. La misura punta a favorire il diritto alla continuità educativa per gli alunni che hanno instaurato un proficuo rapporto pedagogico con l'insegnante dell'anno precedente.

Tuttavia, l'applicazione pratica della misura richiede l'espletamento di passaggi formali presso la dirigenza scolastica dell'istituto frequentato, in attesa del completamento delle relative istruzioni operative ministeriali. Gli aggiornamenti ufficiali sulle procedure di attribuzione degli incarichi sono disponibili nella sezione dedicata al reclutamento sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Le richieste del mondo scuola

Le organizzazioni sindacali di categoria sollecitano da tempo un piano strutturale di trasformazione dei posti in deroga in posti di organico di diritto. La conversione di una quota consistente di cattedre di fatto in posti stabili consentirebbe l'immissione in ruolo di un maggior numero di docenti specializzati, riducendo sensibilmente il ricorso annuale ai contratti a termine e garantendo maggiore tutela agli studenti con fragilità.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito sapere.virgilio.it.

Tags: precariato sostegno disabilità
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