In vista del rientro in aula di settembre, il dibattito sulle attività extracurricolari e sui percorsi dedicati all'educazione affettiva e sessuale torna al centro dell'attenzione nel mondo della scuola. È stata infatti avviata nei primi giorni di agosto una mobilitazione con raccolta firme diretta a chiedere il superamento del consenso informato preventivo delle famiglie, previsto per la partecipazione degli studenti a iniziative didattiche dedicate a temi della sessualità e dell'affettività.

La misura inerente al consenso informato preventivo delle famiglie per le attività scolastiche su tematiche inerenti alla sessualità e all'affettività nella scuola secondaria richiede che le scuole illustrino preventivamente contenuti, obiettivi e candidati esperti esterni alle famiglie, le quali devono sottoscrivere un'adesione formale prima dell'avvio dei moduli formativi.

I nodi del dibattito e la richiesta del comitato promosso da Marrazzo

L'iniziativa per la rimozione di tale vincolo autorizzativo è promossa dal comitato "Sì educazione affettiva nelle scuole", guidato dal portavoce e attivista Fabrizio Marrazzo. Secondo il comitato promotore, la richiesta preventiva di autorizzazione ai genitori rischia di frenare l'adozione di progetti educativi e l'inclusione fin dal primo ciclo d'istruzione.

I promotori propongono invece di estendere la didattica sull'affettività in forma strutturata anche alle scuole dell'infanzia e primaria, modulando contenuti e linguaggi in base all'età degli alunni, senza vincolare la partecipazione alla firma preventiva di ciascun nucleo familiare nelle scuole medie e superiori.

Nei primi giorni dal lancio dell'iniziativa, la petizione ha registrato un'ampia partecipazione, con l'obiettivo dichiarato dai promotori di raccogliere le adesioni necessarie per supportare una proposta di legge o di referendum sull'impianto normativo.

La posizione del Ministero dell'Istruzione e il ruolo delle famiglie

La disciplina sul consenso informato, sostenuta dal Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, si fonda sulla volontà di garantire massima trasparenza e partecipazione alle famiglie nell'ambito della scelta dei percorsi etico-educativi offerti dagli istituti.

Dal punto di vista dell'amministrazione centrale e delle associazioni dei genitori che difendono la norma, l'obbligo di preventiva informazione risponde al principio costituzionale di priorità educativa della famiglia, lasciando ai genitori la facoltà di esaminare preventivamente il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e i singoli progetti proposti da docenti o soggetti esterni prima di autorizzarne la fruizione da parte dei propri figli.

In concreto, questa procedura prevede che le scuole inviino alle famiglie una scheda informativa trasparente su ciascun progetto facoltativo prima dell'inizio delle attività. Qualora i genitori decidano di non autorizzare la partecipazione, l'istituto scolastico è tenuto a predisporre per gli studenti percorsi didattici alternativi durante le medesime ore, senza che ciò comporti penali o svantaggi sul percorso formale e valutativo dell'alunno.

Cosa succederà alla riapertura delle scuole a settembre

Con l'imminente riavvio dell'anno scolastico, gli organi collegiali delle scuole – a partire dai Collegi dei Docenti e dai Consigli di Istituto – saranno chiamati a deliberare la pianificazione dell'offerta formativa e dei progetti integrativi per il nuovo anno. Le famiglie e il personale scolastico dovranno dunque far riferimento alle indicazioni contenute nel PTOF della propria scuola.

  • Per i genitori: è opportuno consultare con attenzione i dettagli dei progetti proposti all'interno del Piano dell'Offerta Formativa e verificare le modalità con cui l'istituto raccoglie le liberatorie e il consenso informato.
  • Per i docenti e i dirigenti scolastici: resta confermata la prassi di rendere trasparenti e preventivamente noti i contenuti, la metodologia e gli eventuali esperti terzi coinvolti nelle attività sull'affettività.

Il tema dell'educazione affettiva e del ruolo dell'autonomia scolastica in rapporto al consenso genitoriale si preannuncia quindi come uno dei principali motivi di confronto tra associazioni, rappresentanti dei genitori e istituzioni per l'avvio della stagione scolastica.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito iltimone.org.