In vista dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, quasi sei studenti con disabilità su dieci in Italia si apprestano a cambiare il proprio docente di sostegno. A denunciare la perdurante discontinuità educativa è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che sollecita le istituzioni e il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad affrontare la questione con misure strutturali anziché con interventi emergenziali di inizio anno.

L'appello dell'organizzazione arriva alla luce di due elementi normativi e statistici di rilievo emersi negli ultimi mesi: la decisione del Comitato europeo dei diritti sociali del Consiglio d'Europa, resa pubblica il 22 dicembre 2025, e il rapporto dell'ISTAT sull'inclusione scolastica pubblicato il 27 maggio 2026.

I dati del fenomeno: cattedre e continuità

Secondo le rilevazioni ufficiali presentate nel report ISTAT per l'anno scolastico 2024/2025, la platea degli studenti con disabilità nelle scuole italiane sfiora le 377 mila unità, pari al 4,8% del totale dei frequentanti. Nello stesso periodo si è registrato un incremento del 6% del personale docente d'appoggio e una crescita dei docenti in possesso di titolo di specializzazione, arrivati al 78% rispetto al 63% di cinque anni prima.

Nonostante l'aumento dei docenti formati, il quadro complessivo evidenzia criticità strutturali sul piano della stabilità educativa e della copertura dei posti:

  • Discontinuità del docente: il 59,7% degli alunni con disabilità ha cambiato insegnante di sostegno rispetto all'anno precedente;
  • Docenti non specializzati: rimangono circa 57 mila i docenti incaricati sul sostegno privi del relativo titolo di specializzazione;
  • Ritardo nelle assegnazioni: al momento dell'avvio delle lezioni nell'anno scolastico 2024/2025, oltre il 22% delle cattedre di sostegno non risultava ancora assegnato, con vuoti d'organico prolungatisi oltre il primo mese di attività scolastica.

Le criticità pedagogiche e la pronuncia europea

La decisione del Comitato europeo dei diritti sociali del dicembre 2025 ha rilevato come la precarietà diffusa e la mancanza di specializzazione di parte del personale configurino una violazione della Carta sociale europea riveduta. Il CNDDU evidenzia come la sostituzione sistematica della figura di riferimento non rappresenti una semplice formalità amministrativa, ma un ostacolo al percorso integrativo dello studente.

Per un alunno con bisogni educativi complessi, il cambio annuale del docente impone di ricostruire la relazione di fiducia, trasferire le competenze pregresse acquisite dal team didattico, calibrare nuovamente le metodologie d'insegnamento e riorganizzare il dialogo con la famiglia. Questo processo di adattamento sottrae tempo fondamentale all'apprendimento e al consolidamento dell'autonomia individuale.

«Garantire formalmente la presenza di un docente non è sufficiente: quella presenza deve essere qualificata, tempestiva e, per quanto possibile, stabile. Non può essere considerato fisiologico che uno studente con disabilità inizi le lezioni senza la figura necessaria alla sua piena partecipazione.»

Le richieste delle organizzazioni al Ministero e al Parlamento

Alla luce dei dati e delle sollecitazioni sovranazionali, il Coordinamento chiede a Parlamento e Governo di adottare la continuità didattica come indicatore primario per valutare l'efficacia delle politiche di inclusione scolastica. Tra le priorità indicate figurano:

  • Programmazione degli organici: adeguamento dei posti di sostegno alle esigenze reali delle scuole per superare il ricorso sistematico alle deroghe temporanee;
  • Pianificazione della formazione: potenziamento dei percorsi universitari di specializzazione sul sostegno per coprire integralmente il fabbisogno di docenti qualificati;
  • Tempestività delle nomine: completamento delle procedure di attribuzione degli incarichi prima dell'inizio ufficiale delle lezioni;
  • Responsabilità condivisa: pieno coinvolgimento dei docenti di posto comune nella gestione dell'inclusione, evitando di delegare l'intero percorso educativo al solo insegnante di sostegno.

L'inizio del nuovo anno scolastico rappresenterà un banco di prova per verificare se le procedure di reclutamento adottate dagli uffici scolastici territoriali e le recenti disposizioni in materia di continuità consentiranno di ridurre la percentuale di rotazione dei docenti sulle cattedre di sostegno.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ilnuovoterraglio.it.