L'ufficio statistico dell'Unione Europea, Eurostat, ha reso noto il quadro aggiornato sulla spesa per l'istruzione nei Paesi membri, offrendo una panoramica dettagliata sui finanziamenti destinati ai vari livelli di istruzione, dalle scuole dell'infanzia fino all'università. I dati evidenziano profonde differenze tra i diversi Stati della rete comunitaria, sia per quanto riguarda l'incidenza della spesa pubblica sul Prodotto Interno Lordo (PIL), sia relativamente ai criteri con cui le risorse economiche vengono distribuite tra i vari gradi di studio.

L'analisi, elaborata su rilevazione congiunta UNESCO/OECD/Eurostat (UOE), mette a confronto gli investimenti degli Stati membri, evidenziando il ruolo preminente del canale pubblico nel sostentamento degli istituti scolastici, pur con sensibili scostamenti sul piano delle risorse pro capite allocate per ciascuno studente.

Spesa in rapporto al PIL: la mappa del continente

Dalle rilevazioni generali emerge come la quota di spesa pubblica per l'istruzione rispetto al PIL vari notevolmente all'interno dell'Unione Europea. Al vertice della graduatoria per investimenti in rapporto alla ricchezza nazionale si posiziona la Svezia, con una spesa pubblica pari al 6,9% del PIL, seguita da Belgio (6,2%), Finlandia (6,0%) e Danimarca (5,9%).

Nella maggior parte degli altri Paesi europei, il rapporto tra spesa pubblica e PIL si attesta in una fascia compresa tra il 3,4% e il 5,3%. Sul versante opposto della classifica figurano invece la Romania, che si ferma al 2,9% del PIL, e la Croazia con il 3,1%. In termini assoluti di risorse mobilitate dai governi, la spesa più consistente si registra nei Paesi più popolosi: la Germania si posiziona in testa con 175,7 miliardi di euro, seguita dalla Francia con 135,5 miliardi di euro.

La suddivisione dei fondi per livello di istruzione: il profilo italiano

Considerando la totalità della spesa per l'istruzione nell'UE, la fetta maggiore dei fondi viene assorbita dalla scuola primaria e dalla secondaria di primo grado, alle quali è destinato mediamente circa il 40,6% del totale delle risorse. Segue il settore dell'istruzione terziaria (università ed alta formazione), che raccoglie il 26,3% della spesa, mentre alla scuola secondaria di secondo grado e alla formazione post-secondaria non terziaria va il 21,6%. L'istruzione pre-primaria registra infine la percentuale più contenuta, pari a poco più di un decimo del totale (11,4%).

All'interno di questo scenario, l'Italia evidenzia una struttura di ripartizione differente rispetto alla media europea:

  • Scuola secondaria di secondo grado: l'Italia riserva a questo livello educativo il 26,8% della propria spesa complessiva per l'istruzione, un valore superiore alla fascia media europea (generalmente compresa tra il 17% e il 25%).
  • Inversione delle priorità: mentre nella maggioranza degli Stati membri l'istruzione terziaria costituisce la seconda voce di spesa dopo la scuola primaria e media, in Italia (al pari di Belgio, Ungheria e Lussemburgo) è la scuola secondaria di secondo grado ad assorbire la seconda quota più elevata di risorse.

Stipendi del personale e impatto demografico

Un capitolo centrale del report riguarda la destinazione dei bilanci degli istituti scolastici. In oltre la metà dei Paesi dell'Unione per i quali sono disponibili i dati (11 su 17), la maggioranza assoluta della spesa sostenuta dalle istituzioni educative è destinata alla retribuzione dei docenti. In altri contesti, quali Slovacchia, Francia, Lituania, Cechia e Finlandia, il costo del personale docente incide tra il 40% e il 50%, mentre Malta quota la percentuale più bassa con il 38,8%.

Il report richiama inoltre l'attenzione sul fattore demografico. Il progressivo calo delle nascite e l'invecchiamento della popolazione stanno riducendo la platea di bambini e giovani in età scolastica in gran parte d'Europa. Questa dinamica influisce sul calcolo della spesa media annuale per singolo studente (sostenuta da fonti pubbliche e private), che varia sensibilmente nell'UE passando dai 3.646 euro registrati in Grecia fino ai 14.673 euro della Danimarca.

I dati analitici e le tabelle dettagliate sulle varie voci di bilancio sono consultabili direttamente sulle pagine dedicate alle statistiche Eurostat sulla spesa per l'istruzione.