Il Ministero dell'Interno ha stanziato 1,5 milioni di euro per il progetto "Scuole sicure" destinato all'anno scolastico 2025/2026, con l'obiettivo di prevenire e contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi degli istituti scolastici di 50 Comuni italiani. Le risorse serviranno a finanziare impianti di videosorveglianza, l'impiego della Polizia locale, campagne informative e interventi educativi rivolti agli studenti.
La misura emerge dal tradizionale dossier di Ferragosto diffuso dal Viminale il 15 agosto 2026, che traccia il bilancio delle attività di sicurezza, prevenzione e controllo del territorio. Tra i vari capitoli di spesa e di intervento sul territorio nazionale, il piano straordinario per la tutela degli studenti e delle aree perimetrali delle scuole si conferma una delle priorità per l'anno scolastico che sta per iniziare.
Come saranno utilizzati i fondi di "Scuole sicure"
Le risorse stanziate dal Viminale non sono destinate esclusivamente a interventi di carattere repressivo, ma seguono una strategia integrata che unisce il controllo fisico del territorio all'educazione alla legalità. I 50 Comuni beneficiari delle risorse potranno impiegare la propria quota di finanziamento per diverse tipologie di intervento concordate con le prefetture locali:
- Sistemi di videosorveglianza: acquisto e installazione di telecamere di sicurezza da posizionare nei punti sensibili adiacenti ai plessi scolastici, collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell'ordine.
- Polizia locale e straordinari: finanziamento del personale della Polizia locale, compresi i turni straordinari necessari per garantire un presidio costante negli orari di ingresso e uscita degli alunni.
- Formazione e campagne informative: organizzazione di incontri, workshop e campagne di sensibilizzazione rivolte agli studenti per informarli sui rischi legati all'uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
- Acquisto di attrezzature: fornitura di mezzi e strumenti tecnici per il monitoraggio e il primo screening delle sostanze sul campo da parte degli agenti operativi.
I 50 Comuni coinvolti e la sinergia con i dirigenti scolastici
La selezione dei 50 Comuni destinatari dei fondi per l'anno scolastico 2025/2026 tiene conto di specifici indici di popolazione e di segnalazioni relative a fenomeni di microcriminalità nei pressi delle scuole. Per l'attivazione concreta dei progetti, le amministrazioni comunali lavoreranno a stretto contatto con le Prefetture e, soprattutto, con i dirigenti scolastici del territorio.
La collaborazione con le scuole è considerata un tassello fondamentale: sono proprio i presidi e i docenti a poter segnalare alle autorità locali le situazioni di maggiore fragilità o i punti d'ombra all'esterno degli istituti che necessitano di maggiore illuminazione o sorveglianza. Come dettagliato nel comunicato ufficiale del Ministero dell'Interno, il piano punta a creare un perimetro di sicurezza invisibile ma efficace attorno ai luoghi della formazione.
Il bilancio del Viminale sulla sicurezza e il territorio
Il Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, presentando i dati del dossier di Ferragosto, ha sottolineato l'importanza del controllo capillare del territorio come precondizione per la vivibilità e la libertà dei cittadini, a partire dai più giovani. I dati complessivi del primo semestre del 2026 mostrano un calo generalizzato dei reati, con una flessione del 10% dei delitti commessi rispetto allo stesso periodo del 2025.
In particolare, i furti sono diminuiti dell'11,4% e le rapine del 12,3%. Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, a livello nazionale si registra un aumento dell'11% delle operazioni contro il traffico internazionale nel primo semestre del 2026, a fronte di una leggera flessione del 2% dei reati di spaccio su strada, segno di un'azione preventiva che sta iniziando a dare i suoi frutti anche grazie ai presidi fissi e mobili nelle cosiddette "zone rosse" e nelle stazioni ferroviarie.
Come i Comuni accedono ai fondi: l'iter burocratico
L'erogazione delle risorse non avviene in modo automatico, ma è subordinata alla presentazione di un progetto dettagliato da parte delle amministrazioni comunali. I Comuni beneficiari devono elaborare un piano di intervento specifico, che deve essere preventivamente esaminato e approvato dal Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto.
Questo passaggio garantisce che i fondi vengano indirizzati verso le reali priorità del territorio, evitando duplicazioni di interventi e ottimizzando l'uso delle risorse pubbliche. Una volta ottenuto il via libera dalla Prefettura, i Comuni possono procedere con l'affidamento dei lavori per la videosorveglianza o con la pianificazione dei turni straordinari per gli agenti di Polizia locale, garantendo la piena operatività dei controlli già a partire dai primi giorni di scuola a settembre.
Cosa cambia per le scuole da settembre
Con la ripresa delle lezioni a settembre, gli studenti e il personale scolastico dei Comuni interessati vedranno un incremento della presenza delle forze di polizia locale nei pressi degli ingressi degli istituti. Molti istituti scolastici secondari di primo e secondo grado beneficeranno inoltre delle nuove installazioni di videosorveglianza finanziate dal progetto.
Per i consigli d'istituto e i collegi dei docenti, l'avvio del piano "Scuole sicure" rappresenta anche l'opportunità di inserire nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) specifici progetti di educazione alla legalità e alla salute, sfruttando le sinergie e i materiali informativi messi a disposizione grazie ai fondi ministeriali. L'obiettivo comune resta quello di garantire che la scuola rimanga un luogo di crescita sano, sicuro e protetto da qualsiasi forma di illegalità.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito adnkronos.com.




