Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha stabilito ufficialmente il contingente di posti disponibili per l'accesso ai corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie per l'anno accademico 2026/2027. Con la firma e la pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 1017 del 7 agosto 2026, l'amministrazione centrale ha fissato le quote di ingresso destinate sia ai candidati dei paesi dell'Unione Europea e non UE residenti in Italia, sia ai candidati dei paesi terzi residenti all'estero.

Il provvedimento rappresenta un tassello cruciale per migliaia di professionisti sanitari già in possesso della laurea triennale o di un titolo equipollente che intendono proseguire il percorso accademico per acquisire competenze specialistiche, direzionali e di ricerca. La distribuzione programmata riguarda i cinque ambiti magistrali previsti dal sistema universitario italiano per l'area sanitaria.

I corsi di laurea magistrale interessati

Il contingente autorizzato dal Ministero riguarda le cinque classi di laurea magistrale ad accesso programmato nazionale nell'ambito delle scienze sanitarie:

  • LM-SNT/1: Scienze infermieristiche e ostetriche;
  • LM-SNT/2: Scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione;
  • LM-SNT/3: Scienze delle professioni sanitarie tecniche (divise tra area tecnico-diagnostica e area tecnico-assistenziale);
  • LM-SNT/4: Scienze delle professioni sanitarie della prevenzione.

Ogni ateneo statale e non statale accreditato provvederà, nei rispettivi bandi di ammissione, a recepire la ripartizione dei posti indicata nelle tabelle allegate al decreto ministeriale, suddividendoli per singolo corso e sede didattica.

Come funziona l'accesso e la prova di ammissione

L'ammissione ai corsi di laurea magistrale delle professioni sanitarie avviane tramite un concorso pubblico coordinato a livello nazionale. La prova di selezione si svolge nello stesso giorno e con gli stessi orari in tutti gli atenei italiani, sulla base dei quesiti predisposti dal Ministero o dalle singole università secondo le direttive generali emanate dal MUR.

Il test consiste generalmente in una serie di quesiti a risposta multipla incentrati su argomenti di teoria e pratica delle professioni sanitarie coinvolte, cultura generale e ragionamento logico, regolamentazione dell'esercizio professionale e legislazione sanitaria, oltre a elementi di management e organizzazione dei servizi sanitari.

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Cosa devono fare ora i candidati

I professionisti e i laureati interessati a partecipare alle prove di ammissione devono seguire con attenzione alcuni passaggi fondamentali entro le prossime settimane:

Per prima cosa è indispensabile consultare i portali ufficiali delle singole università di interesse. Ciascun ateneo pubblicherà a breve il proprio bando di concorso locale, all'interno del quale saranno specificati:

  • I termini esatti e le modalità telematiche di presentazione della domanda di partecipazione;
  • Il contributo di iscrizione alla prova d'ingresso stabilito dal regolamento di ciascun ateneo;
  • La ripartizione di dettaglio dei posti riservati ai candidati comunitari ed equiparati e di quelli per i candidati stranieri residenti all'estero;
  • Le sedi storiche o le aule dove si terrà il test d'ingresso e le istruzioni operative per il giorno della prova.

I candidati in possesso di un titolo di studio conseguito all'estero dovranno accertarsi che la documentazione necessaria per il riconoscimento della validità del titolo ai fini dell'ammissione sia pronta ed eventualmente tradotta e legalizzata secondo le procedure consolari o consolari prescritte.

Trasparenza e pubblicazione degli elenchi

Come di consueto per le procedure ad accesso programmato, la pubblicazione del decreto ministeriale garantisce l'uniformità del contingente totale a livello nazionale. Successivamente al test di ammissione, le graduatorie di merito verranno elaborate e pubblicate dai singoli atenei secondo i criteri previsti nei bandi rettorali, consentendo poi l'immatricolazione dei vincitori e lo scorrimento dei posti eventualmente non coperti.