In Italia, uno studente su due tra i giovani con disabilità inizierà il prossimo anno scolastico senza poter contare sulla continuità didattica. Il dato emerge dall'ultima analisi diffusa dal sindacato Anief, che evidenzia come ormai il 50% dei posti di sostegno sia assegnato a personale supplente. Una situazione che trasforma il diritto all'istruzione in una "lotteria" annuale di nomine e sostituzioni.
Il nodo centrale della questione risiede nel massiccio ricorso ai cosiddetti posti in deroga. Si tratta di cattedre istituite dagli Uffici Scolastici Regionali per rispondere all'effettivo aumento delle certificazioni di disabilità, ma che non vengono trasformate in posti di "organico di diritto" (ovvero stabili). Di conseguenza, queste cattedre non possono essere utilizzate per le immissioni in ruolo e vengono puntualmente assegnate a supplenti con contratto in scadenza al 30 giugno.
Il paradosso dell'organico: diritto contro fatto
Secondo quanto denunciato dal presidente dell'Anief, Marcello Pacifico, il sistema attuale crea una disparità insanabile tra le necessità degli alunni e la gestione burocratica del personale. Mentre il numero degli studenti con disabilità è in costante crescita, la pianta organica dei docenti di ruolo rimane bloccata da vincoli di bilancio che impediscono la stabilizzazione di migliaia di professionisti specializzati.
"È un sistema che lede il diritto allo studio", spiegano dal sindacato, sottolineando come la rotazione continua dei docenti impedisca la creazione di quel legame educativo fondamentale per il successo formativo degli alunni più fragili. Ogni anno, a metà agosto, si ripete lo stesso copione: migliaia di famiglie attendono di sapere chi sarà il docente assegnato ai propri figli, sapendo già che, con ogni probabilità, sarà un volto nuovo rispetto all'anno precedente.
Le conseguenze per docenti e famiglie
La precarietà del sostegno non colpisce solo gli studenti, ma genera una condizione di instabilità cronica per il corpo docente. Molti insegnanti, pur possedendo la specializzazione (il cosiddetto TFA Sostegno), restano confinati nelle Graduatorie provinciali per le supplenze (GPS) per anni, senza la prospettiva di un'immissione in ruolo su quei posti che, nei fatti, esistono e sono necessari ogni anno.
Le principali criticità rilevate riguardano:
- Mancata continuità didattica: L'alunno deve ricominciare da zero il percorso di conoscenza e sintonizzazione con il docente.
- Ritardi nelle nomine: Spesso i posti in deroga vengono autorizzati a ridosso dell'inizio delle lezioni, portando i docenti in classe con settimane di ritardo.
- Dispersione delle competenze: Docenti formati e specializzati cambiano scuola ogni anno, impedendo agli istituti di consolidare i propri dipartimenti per l'inclusione.
La richiesta: trasformare i posti in organico di diritto
La soluzione proposta dalle organizzazioni sindacali è netta: è necessaria una riforma normativa che permetta il passaggio automatico dei posti dall'organico di fatto all'organico di diritto quando questi risultano vacanti per più di un triennio. Questo consentirebbe di bandire concorsi su posti reali e di procedere allo scorrimento delle graduatorie esistenti.
Attualmente, le procedure di nomina per le supplenze da GPS sono in corso di svolgimento in quasi tutte le province italiane. Gli uffici scolastici territoriali stanno pubblicando gli esiti delle istanze presentate dai docenti tra luglio e agosto. Per monitorare lo stato delle pubblicazioni e i decreti di autorizzazione dei posti in deroga, è possibile consultare le sezioni "Albo Pretorio" o "News" sui siti ufficiali degli Uffici Scolastici Regionali (USR) di riferimento.
"Non si può continuare a gestire l'eccezionalità come norma. Il sostegno è un pilastro della scuola italiana e non può poggiare su una base di precarietà che sfiora il 50% del totale dei posti."
In attesa di interventi strutturali da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito, le famiglie e i docenti si preparano a un altro settembre caratterizzato dall'incertezza, con l'auspicio che la digitalizzazione delle procedure di nomina possa almeno garantire che i supplenti siano in cattedra sin dal primo giorno di scuola.
Cosa controllare nelle prossime settimane
Per i genitori e i docenti interessati, i passaggi chiave da seguire entro l'inizio di settembre sono:
- Verifica del PEI: Controllare che il Piano Educativo Individualizzato sia aggiornato e rifletta le ore effettivamente assegnate.
- Pubblicazione bollettini GPS: Monitorare il sito dell'AT (Ambito Territoriale) della propria provincia per gli esiti delle supplenze al 30 giugno e 31 agosto.
- Assegnazioni provvisorie: Verificare la chiusura delle operazioni di mobilità annuale, che precedono le nomine dei supplenti.
Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito finanza.repubblica.it.