Sono 187 i docenti trentini che hanno già completato il percorso formativo per diventare Facilitatori del benessere emotivo e relazionale (FaBER). Questo dato emerge dal bilancio del primo anno di sperimentazione della figura, presentato ieri, 13 agosto, dall'Amministrazione provinciale in risposta a un'interrogazione consiliare sui risultati del progetto nelle scuole del territorio.

I docenti FaBER non sono figure esterne, ma insegnanti già in organico che hanno scelto di specializzarsi nelle competenze del Social Emotional Learning (SEL) per agire direttamente sul clima relazionale delle classi e della comunità scolastica. L'obiettivo primario è la prevenzione del disagio e la promozione di un ambiente di apprendimento sano, lavorando in sinergia con i dirigenti e le altre professionalità già presenti negli istituti.

Chi sono e cosa fanno i docenti FaBER

L'assessora provinciale all'istruzione, Francesca Gerosa, ha chiarito i dettagli dell'impiego di questi professionisti in risposta a un quesito presentato dal consigliere Michele Malfer. I 187 docenti coinvolti provengono da background molto eterogenei, un elemento che l'amministrazione considera un punto di forza. Grazie a una formazione specifica, che ha incluso anche giornate residenziali, questi insegnanti hanno costituito reti territoriali per scambiarsi buone pratiche e strategie di intervento.

Il compito del FaBER è quello di agire come una "risorsa supportiva". Le sue attività possono essere di due tipi:

  • Trasversali: interventi che riguardano il clima generale della scuola o di specifici gruppi classe.
  • Integrate: attività inserite direttamente all'interno delle discipline di insegnamento ordinarie.

L'assessora ha sottolineato che il docente FaBER non deve essere confuso con lo psicologo scolastico o con altre figure di assistenza specialistica. "Non è una figura professionale che entra nel mondo della scuola in sovrapposizione ad altre", ha spiegato Gerosa, "ma un docente che mette a disposizione del contesto scolastico competenze specifiche maturate nell'ambito socio-emotivo".

Nessun conflitto di ruoli e apertura al personale ATA

Uno dei punti centrali della risposta istituzionale riguarda l'integrazione del FaBER nell'organigramma scolastico. Secondo la Provincia, non sussistono incompatibilità tra il ruolo di facilitatore e altri incarichi interni alla scuola. Questo significa che un docente può continuare a svolgere le proprie funzioni didattiche o di coordinamento pur operando come punto di riferimento per il benessere relazionale.

Un dato interessante emerso dal primo anno di attività riguarda l'estensione dei benefici a tutta la comunità educante. In diversi istituti del secondo ciclo, i docenti FaBER hanno attivato iniziative rivolte non solo agli studenti, ma anche al personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) e, in alcuni casi, ai genitori. L'idea di fondo è che il benessere emotivo di una scuola dipenda dall'equilibrio di tutti i suoi componenti, non solo della componente studentesca.

Il futuro della figura: verso la stabilizzazione

Nonostante il successo del primo anno, il ruolo del docente FaBER si trova ancora in una fase sperimentale. Attualmente, la figura non è ancora definita in modo rigido a livello normativo, ma i passi verso una sua istituzionalizzazione sono già stati tracciati.

Al termine del periodo di sperimentazione, l'amministrazione provinciale ha confermato che si apriranno i confronti con le organizzazioni sindacali nelle sedi negoziali opportune. L'obiettivo è quello di definire l'introduzione a regime del ruolo, stabilendo con precisione compiti, ore dedicate e modalità di accesso alla funzione. Per consultare gli atti ufficiali relativi alle politiche scolastiche della provincia, è possibile fare riferimento al portale del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento.

Perché il modello Trentino fa scuola

L'introduzione dei FaBER si inserisce in un contesto nazionale dove il tema della salute mentale e del benessere a scuola è diventato prioritario dopo l'emergenza pandemica. Mentre molte regioni puntano esclusivamente sul bonus psicologo o su convenzioni esterne, il Trentino sta tentando la strada della formazione interna, trasformando i docenti stessi in sentinelle del benessere.

Questo approccio permette una continuità d'azione che le figure esterne difficilmente possono garantire, poiché il docente FaBER vive quotidianamente la realtà della scuola, conosce le dinamiche dei corridoi e i piccoli segnali di disagio che possono emergere durante le ore di lezione. La sfida per il prossimo anno scolastico sarà quella di consolidare le reti territoriali già nate e preparare il terreno per il riconoscimento contrattuale di una funzione che, nei fatti, è già operativa in quasi 200 istituti.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito iltquotidiano.it.