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Scuola

IA a scuola, gli istituti veneti riscrivono le regole

12 agosto 2026 di Francesco Perrone

L'intelligenza artificiale entra stabilmente nell'organizzazione delle scuole italiane e diversi istituti della provincia di Venezia hanno già approvato regolamenti interni per disciplinarne l'uso tra i banchi e negli uffici. Le nuove linee guida d'istituto pongono paletti precisi: divieto per i docenti di utilizzare l'IA per correggere i compiti o inserire dati sensibili dei Piani didattici personalizzati (PDP), stop alle valutazioni automatiche degli studenti e obbligo di dichiarare quando un contenuto è generato tramite algoritmi.

Le iniziative adottate nel Veneziano rappresentano una prima risposta concreta all'applicazione del Regolamento europeo 2024/1689 (AI Act) nel contesto scolastico. L'esigenza di fissare paletti chiari nasce anche dai dati emersi da un'indagine del Coordinamento regionale delle consulte degli studenti, secondo cui il 72 per cento dei ragazzi utilizza strumenti di intelligenza artificiale per scopi personali e quasi un alunno su quattro li impiega come scorciatoia per lo svolgimento dei compiti a casa.

Cosa dicono i primi regolamenti approvati negli istituti

Tra le scuole che hanno intrapreso questo percorso figura il liceo Marco Polo di Venezia. Sotto la guida della dirigente scolastica Maria Rosaria Cesari, la scuola ha adottato un Regolamento sulla privacy e l'uso dell'IA che individua usi consentiti e limiti operativi. A partire da settembre, l'istituto somministrerà questionari a docenti, genitori, studenti e personale ATA per mappare gli strumenti in uso e rilevare le esigenze formative della comunità educante.

Il principio generale stabilito dal liceo veneziano consente l'uso dei sistemi generativi per attività di ricerca e sintesi di testi complessi, a condizione che vi sia sempre una verifica delle fonti. Vengono invece espressamente vietati due utilizzi da parte del personale docente:

Stop a profili comportamentali e valutazioni automatiche

Ancora più articolato è il provvedimento approvato dall'istituto Bruno-Franchetti di Mestre, diretto dalla preside Michela Michieletto. Il regolamento vieta in modo assoluto l'impiego dell'IA per:

Allo stesso tempo, l'istituto mestrino sceglie di non applicare un divieto totale nei confronti degli studenti. I ragazzi possono utilizzare le tecnologie di intelligenza artificiale in classe e a casa, purché ciò avvenga "secondo correttezza" e impiegando esclusivamente gli strumenti espressamente adottati o autorizzati dalla scuola nell'ambito delle attività didattiche.

Trasparenza, corsi di formazione e prevenzione dei rischi

Oltre alle limitazioni operative, l'introduzione dei regolamenti comporta la riorganizzazione dei compiti interni. In diversi istituti è prevista la nomina di un referente per l'IA e la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato al monitoraggio dell'impatto di tali strumenti sulla didattica.

All'istituto Algarotti di Venezia, come spiegato dal dirigente Diego Bottacin, le priorità individuate riguardano l'obbligo per i docenti di dichiarare in modo trasparente quando un materiale informativo o didattico è stato realizzato con il supporto dell'IA, unito ad azioni di prevenzione contro i rischi di dipendenza e abuso digitale. Analogamente, al polo Majorana-Corner di Dolo, la dirigente Monica Guaraldo ha individuato nell'educazione all'uso consapevole dello strumento il tema centrale su cui concentrare l'attività del prossimo anno scolastico.

In concomitanza con il varo delle norme d'istituto, le scuole stanno predisponendo percorsi di formazione di base rivolti a tutto il personale scolastico, con l'obiettivo di definire standard condivisi prima dell'avvio delle lezioni di settembre.

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito corrieredelveneto.corriere.it.

Tags: scuola tecnologia cronaca
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