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Scuola

Savona, allarme docenti: mancano 200 cattedre per settembre

10 agosto 2026 di Francesco Perrone

L'estate volge al termine e per il mondo della scuola savonese si ripresenta il consueto, e preoccupante, "rebus" delle cattedre. A poco meno di un mese dal suono della prima campanella dell'anno scolastico 2026/2027, il quadro che emerge dagli uffici scolastici e dalle segnalazioni dei dirigenti è tutt'altro che rassicurante: mancano all'appello circa duecento docenti, una carenza che coinvolge sia i posti comuni che, in modo ancora più marcato, l'area del sostegno.

La situazione in provincia di Savona riflette una criticità strutturale che il sistema d'istruzione italiano fatica a sanare. Nonostante le procedure di immissione in ruolo concluse nelle scorse settimane, il numero di cattedre che rimarranno scoperte e che dovranno essere assegnate tramite le supplenze da GPS (Graduatorie Provinciali per le Supplenze) resta elevato, mettendo a rischio la continuità didattica sin dai primi giorni di lezione.

Cattedre vuote: i numeri della crisi a Savona

Secondo le prime stime fornite dalle rappresentanze sindacali e dall'analisi delle disponibilità residue dopo i movimenti di mobilità e i primi scaglioni di assunzioni, il deficit di organico si attesta intorno alle 200 unità. Il dato non è omogeneo sul territorio provinciale: se i centri maggiori come Savona e Albenga sembrano reggere meglio, le criticità maggiori si registrano negli istituti dell'entroterra e della Val Bormida, zone storicamente meno ambite dai docenti precari per via delle difficoltà logistiche e dei collegamenti.

In particolare, sono quattro gli istituti comprensivi e superiori che hanno già lanciato l'allarme, segnalando alle autorità competenti l'impossibilità di coprire l'intero orario scolastico se non si procederà a una rapida assegnazione degli incarichi a tempo determinato. La mancanza di insegnanti di materie tecniche e scientifiche (le cosiddette classi di concorso STEM) rimane una piaga aperta, ma quest'anno si registra una sofferenza anche nelle materie letterarie.

L'ombra del calo demografico e il taglio delle classi

A complicare un quadro già fragile interviene il fattore demografico. Il progressivo calo delle nascite, che negli ultimi anni ha colpito con forza la Liguria, sta portando a una riduzione del numero di alunni e, di conseguenza, a un accorpamento delle classi. Se da un lato questo potrebbe far pensare a una minore necessità di docenti, la realtà amministrativa è differente.

I tagli legati al dimensionamento scolastico e alla riduzione delle sezioni portano spesso a un paradosso: diminuiscono i posti "stabili" in organico di diritto, ma aumentano le necessità di completamento orario e le cattedre "spezzatino" in organico di fatto. Questo rende il lavoro dei presidi estremamente complesso, costretti a incastrare orari tra plessi distanti diversi chilometri per garantire il servizio minimo agli studenti.

"Il calo demografico non è più un'ipotesi del futuro, ma una realtà con cui facciamo i conti ogni mattina nella formazione delle classi", spiegano fonti sindacali locali. "Il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano le scuole di montagna e delle aree interne, dove la perdita anche di una sola classe può significare lo smantellamento di un intero presidio sociale".

Sostegno: la solita emergenza

Come ogni anno, la ferita più profonda riguarda l'assistenza agli alunni con disabilità. Dei 200 posti vacanti stimati, una quota significativa riguarda il sostegno. Molti di questi posti verranno coperti attingendo alle graduatorie incrociate, ovvero chiamando docenti non specializzati che, pur con grande impegno, non sempre possiedono le competenze specifiche necessarie per affrontare le diverse fragilità degli studenti.

La normativa attuale, consultabile sul portale Normattiva, prevede procedure rigorose per l'assegnazione di questi incarichi, ma la carenza di docenti specializzati in possesso del titolo TFA (Tirocinio Formativo Attivo) rimane il principale ostacolo per la provincia ligure. Per le famiglie savonesi, questo significa iniziare l'anno senza sapere se il proprio figlio avrà lo stesso insegnante dell'anno precedente o se dovrà attendere settimane prima di vedere stabilizzata la propria figura di riferimento.

Cosa aspettarsi per l'inizio di settembre

Nelle prossime settimane, l'Ufficio Scolastico Regionale e l'Ambito Territoriale di Savona procederanno con la pubblicazione delle disponibilità e l'avvio dell'algoritmo per le nomine da GPS. I docenti precari sono in attesa di conoscere il proprio destino, con la speranza che il sistema informatico ministeriale eviti gli errori tecnici che in passato hanno rallentato le operazioni.

Per consultare gli avvisi ufficiali e le graduatorie aggiornate, è fondamentale monitorare regolarmente il sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito e le pagine dell'USR Liguria. Per i docenti interessati a presentare eventuali messe a disposizione (MAD) o interpelli, il consiglio è di preparare la documentazione entro l'ultima settimana di agosto, quando gli istituti inizieranno a pubblicare le ricerche dirette per le cattedre rimaste ancora vuote dopo i turni di nomina.

Cosa fare adesso: una guida breve per i docenti
  • Monitoraggio GPS: Controllare quotidianamente l'area riservata su Istanze Online per verificare l'avvenuta pubblicazione dei bollettini di nomina.
  • Interpelli: Con le nuove regole, le scuole pubblicheranno avvisi specifici per le classi di concorso esaurite. Tenere d'occhio i siti istituzionali delle scuole di proprio interesse.
  • Presa di servizio: Per chi riceve l'incarico, la data canonica è il 1° settembre, salvo diverse indicazioni del dirigente scolastico per le attività collegiali.

L'obiettivo comune è arrivare al 14 settembre, data prevista per il rientro in aula in Liguria, con il minor numero possibile di "buchi". Tuttavia, con 200 cattedre ancora in bilico il 10 di agosto, la strada per un avvio sereno appare ancora in salita.

Tags: cronaca docenti savona
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