AMP
Docenti

Treviso, professore aggredito dai genitori: arriva la condanna

09 agosto 2026 di Francesco Perrone

Si è conclusa in via definitiva la dolorosa vicenda giudiziaria di Giuseppe Falsone, il professore di scienze aggredito e minacciato di morte all'interno della scuola media di Paese, in provincia di Treviso. A quasi nove anni dall'episodio, avvenuto nel dicembre del 2017, i genitori dell'alunno sono stati condannati al pagamento di una sanzione pecuniaria, ponendo fine a un caso emblematico di violenza tra le mura scolastiche.

La sentenza e le sanzioni pecuniarie per la coppia

La decisione del giudice di pace ha stabilito una sanzione pecuniaria complessiva a carico dei genitori dello studente. Inizialmente, la multa complessiva ammontava a 1.600 euro, ripartita in 1.000 euro per il padre e 600 euro per la madre. A seguito del ricorso presentato dai legali della coppia, il Tribunale di Treviso ha parzialmente rivisto al ribasso la sanzione del padre, decurtando 250 euro.

Il totale che la coppia dovrà risarcire è stato così rideterminato in 1.350 euro (750 euro a carico del padre e 600 euro a carico della madre). Per quanto riguarda il fratello dello studente, all'epoca dei fatti minorenne e complice attivo dell'aggressione, la sua posizione era già stata definita dal Tribunale per i minorenni di Venezia con una sentenza di colpevolezza, contro la quale il ricorso in Cassazione è stato successivamente dichiarato inammissibile.

La ricostruzione dell'aggressione a scuola

I fatti risalgono al 21 dicembre 2017. Durante l'intervallo, lo studente si era rifiutato di uscire dall'aula, violando il regolamento scolastico dell'istituto che imponeva a tutti gli alunni di recarsi all'esterno o nei corridoi. Per far rispettare la regola, il professor Falsone aveva appoggiato una mano sulla spalla del ragazzo per accompagnarlo fuori dalla classe.

Questo gesto, descritto dal docente come un semplice accompagnamento, era stato interpretato dal giovane e dalla sua famiglia come uno "spintone". Due giorni dopo, la reazione dei familiari si era consumata direttamente nei locali della scuola. Il padre, la madre e il fratello maggiore dell'alunno avevano fatto irruzione nell'istituto mentre il docente si trovava a colloquio con la preside.

Il professore era stato colpito con uno schiaffo in pieno volto e sulla nuca dal padre e dal fratello del ragazzo, mentre la madre lo aveva aggredito verbalmente con insulti e pesanti minacce di morte, intimandogli che lo avrebbero cercato sotto casa. Solo l'intervento dei carabinieri aveva evitato conseguenze peggiori. Al pronto soccorso, al docente erano stati diagnosticati cinque giorni di prognosi per le lesioni riportate.

La sospensione disciplinare e l'amarezza del docente

Oltre al trauma fisico e psicologico – che spinse inizialmente il professore a dichiarare di aver paura di uscire di casa e di voler abbandonare l'insegnamento –, per Falsone si era aggiunta anche una sanzione interna. Nei mesi successivi all'aggressione, infatti, l'istituto scolastico aveva avviato un procedimento disciplinare nei suoi confronti, culminato in una temporanea sospensione dal servizio.

La conclusione dell'iter giudiziario mette un punto fermo sulle responsabilità penali degli aggressori, ma lascia comunque aperto il dibattito sulla solitudine dei docenti di fronte agli episodi di violenza e sulla necessità di una maggiore tutela legale per il personale della scuola, un tema su cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha più volte annunciato di voler intervenire con determinazione negli ultimi anni.

Tags: scuola cronaca docenti
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa