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Università

Addio a Daniele Amati, il fisico che trasformò la SISSA

05 agosto 2026 di Francesco Perrone

Il mondo della ricerca scientifica italiana e internazionale piange la scomparsa di Daniele Amati, fisico di grande spessore e figura chiave per l'evoluzione della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. Amati si è spento la scorsa notte all'età di 94 anni, lasciando un'eredità indelebile nel panorama accademico e scientifico.

Nato in Argentina nel 1931, Amati ha dedicato la sua vita alla fisica delle particelle, ricoprendo ruoli di primo piano in istituzioni di prestigio globale, come il CERN di Ginevra, dove è stato responsabile della Divisione teorica. Tuttavia, è nel contesto italiano che il suo nome è diventato sinonimo di innovazione e visione strategica.

Una visione internazionale per la SISSA

Daniele Amati ha guidato la SISSA per quindici anni, dal 1986 al 2001. Durante il suo lungo mandato, la scuola ha vissuto una trasformazione profonda, passando da istituzione di nicchia a polo di attrazione internazionale per ricercatori provenienti da tutto il mondo. La sua gestione non si è limitata alla conduzione ordinaria, ma ha puntato a un allargamento degli orizzonti scientifici dell'ente.

Tra i suoi meriti principali si annovera la creazione dell'area di Neuroscienze, una scelta lungimirante che ha permesso alla SISSA di diversificare il proprio raggio d'azione oltre la fisica e la matematica, posizionandosi all'avanguardia nei campi di ricerca più promettenti del nuovo millennio.

Oltre la ricerca: l'impegno per l'editoria digitale

Accanto all'attività strettamente scientifica, Amati è stato un convinto sostenitore della diffusione democratica del sapere. È stato tra i pionieri della promozione dell'editoria scientifica digitale e dell'open access, intuendo con largo anticipo che la circolazione libera e gratuita dei risultati della ricerca sarebbe stata la chiave per il progresso scientifico globale. La sua visione ha contribuito a modernizzare il modo in cui il lavoro accademico viene condiviso, archiviato e consultato dalla comunità dei pari.

La sua scomparsa, avvenuta nella notte tra lunedì 3 e martedì 4 agosto 2026, segna la fine di un'epoca per la SISSA. Amati non è stato solo uno scienziato di fama mondiale, ma un mentore capace di costruire un ambiente in cui il merito e l'internazionalizzazione fossero i pilastri fondamentali della crescita dei giovani studiosi.

Il ricordo di Daniele Amati resta vivo non solo nelle pubblicazioni scientifiche che portano la sua firma, ma soprattutto nella struttura stessa dell'istituto triestino, che sotto la sua guida ha saputo guardare al futuro con coraggio e rigore metodologico.

Tags: cronaca universita ricerca
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