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Scuola

Inclusione scolastica, confronto al Ministero sui nuovi GIT

02 agosto 2026 di Vincenzo Schirripa

L’inclusione scolastica torna al centro dell'agenda ministeriale in vista della riapertura di settembre. Negli ultimi giorni di luglio, il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha presentato alle organizzazioni sindacali lo schema di decreto riguardante i nuovi GIT (Gruppi per l’Inclusione Territoriale). Si tratta di un passaggio cruciale per l'attuazione definitiva delle norme previste dal Decreto Legislativo 66/2017, che punta a riorganizzare il supporto agli alunni con disabilità e alle loro famiglie.

I GIT sono chiamati a svolgere un ruolo di cerniera tra l'amministrazione centrale, gli Uffici Scolastici Regionali e le singole istituzioni scolastiche. L'obiettivo dichiarato dal Ministero è quello di rendere più efficiente la definizione delle risorse necessarie per garantire il diritto allo studio, evitando dispersioni e garantendo una copertura adeguata dei posti di sostegno.

Cosa sono i GIT e quali funzioni avranno

I Gruppi per l’Inclusione Territoriale non sono una novità assoluta a livello normativo, ma la loro piena operatività è stata oggetto di lunghi confronti tecnici. Istituiti a livello di ambito territoriale — solitamente coincidente con la provincia — i GIT sono composti da docenti esperti nelle tematiche dell'inclusione e della pedagogia speciale.

Secondo quanto emerso dal recente confronto al Ministero, le loro funzioni principali si articoleranno su tre pilastri:

Le criticità sollevate dai sindacati

Nonostante l'intento di razionalizzazione, il fronte sindacale ha espresso diverse riserve sullo schema di decreto presentato. In particolare, l'Anief ha sottolineato la necessità che il nuovo organismo non si trasformi in uno strumento di mero taglio lineare delle risorse. Secondo l'organizzazione sindacale, il rischio è che una struttura intermedia possa burocratizzare ulteriormente un processo che dovrebbe essere centrato esclusivamente sui bisogni dell'alunno.

"Le risorse per l'inclusione non devono essere sprecate, ma nemmeno ridotte in nome di una presunta ottimizzazione", è il monito giunto dai tavoli tecnici. Il sindacato chiede che il personale impiegato nei GIT sia adeguatamente formato e che il loro lavoro non vada a sovrapporsi o a depotenziare quello dei GLI (Gruppi di Lavoro per l'Inclusione) già operanti all'interno delle singole scuole.

Un altro punto di discussione riguarda la composizione stessa dei GIT. I sindacati chiedono garanzie sulla continuità didattica e sul fatto che i docenti distaccati presso questi gruppi abbiano una reale esperienza sul campo, per evitare che la valutazione dei fabbisogni diventi un esercizio puramente amministrativo e lontano dalla realtà delle classi.

Cosa cambia per le famiglie e i docenti di sostegno

Per le famiglie, l'attivazione a pieno regime dei GIT dovrebbe significare una maggiore trasparenza. In teoria, i genitori avranno un interlocutore istituzionale a cui rivolgersi qualora riscontrassero discrepanze tra quanto previsto dal PEI e quanto effettivamente garantito dalla scuola in termini di ore di sostegno o di assistenza specialistica.

Per i docenti di sostegno e i dirigenti scolastici, il cambiamento principale risiede nella modalità di richiesta dell'organico. La procedura sarà la seguente:

  1. Il GLO (Gruppo di Lavoro Operativo) della scuola elabora il PEI e propone il numero di ore di sostegno.
  2. Il Dirigente Scolastico raccoglie le proposte e le trasmette al GIT.
  3. Il GIT valuta la documentazione e formula la proposta definitiva all'USR, tenendo conto della quota di organico disponibile a livello regionale.
"L'obiettivo è garantire che ogni studente riceva il supporto di cui ha realmente bisogno, basandosi su criteri oggettivi e scientifici, superando la logica delle assegnazioni forfettarie", spiegano fonti ministeriali a margine dell'incontro.

Prossimi passi verso l'anno scolastico 2026/2027

Con la pubblicazione definitiva del decreto, attesa nelle prossime settimane, i GIT entreranno nel vivo delle loro funzioni per l'anno scolastico 2026/2027. Resta da capire come verranno gestite le eventuali divergenze tra le richieste delle scuole e le proposte dei GIT, un nodo che spesso in passato ha alimentato il contenzioso giudiziario.

Il Ministero si è impegnato a monitorare l'impatto dei nuovi gruppi durante il primo anno di applicazione integrale. Per i precari del sostegno e per i docenti specializzati, la partita dei GIT si intreccia anche con quella delle immissioni in ruolo e della trasformazione dei posti in deroga in posti di organico di diritto, un tema che rimane la vera "spina nel fianco" del sistema di inclusione italiano.

In attesa della firma del Ministro Giuseppe Valditara e della successiva registrazione alla Corte dei Conti, le scuole sono chiamate a preparare la documentazione necessaria per non farsi trovare impreparate davanti alle nuove scadenze che verranno fissate per l'autunno.

Tags: disabilità inclusione normativa
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