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Sindacati

Decreto GIT: la richiesta di ripartire i docenti sugli alunni

31 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Il dibattito sull'inclusione scolastica torna al centro del confronto tra Ministero dell'Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali. Al centro della discussione vi è il Decreto GIT (Gruppi per l'Inclusione Territoriale), lo strumento introdotto per supportare le istituzioni scolastiche nella gestione dei processi di inclusione degli alunni con disabilità. Il quadro normativo di riferimento che disciplina l'istituzione e la ripartizione annuale delle risorse dei GIT è definito dal Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 e dalle successive note ministeriali di aggiornamento che ne regolano l'operatività territoriale.

Nella recente informativa tecnica, la UIL Scuola ha avanzato una proposta specifica riguardante le modalità di ripartizione dei docenti assegnati ai GIT. Attualmente, il criterio di distribuzione delle risorse umane prevede un mix: il 50% dei posti viene assegnato in base al numero di istituzioni scolastiche presenti sul territorio, mentre il restante 50% è calcolato sul numero effettivo di alunne e alunni con disabilità certificata.

La proposta sindacale: il peso della disabilità

Secondo quanto emerso nel corso dell'incontro sindacale, la richiesta avanzata è quella di superare l'attuale ripartizione paritaria. Per il sindacato, è necessario che il criterio di assegnazione dei docenti sia orientato in misura prevalente, se non esclusiva, al numero di alunne e alunni con disabilità presenti in ogni realtà scolastica.

La motivazione alla base di questa istanza risiede nella necessità di garantire che le risorse professionali siano effettivamente distribuite dove la richiesta di supporto è maggiore. Un modello basato esclusivamente sul numero di scuole, infatti, rischierebbe di non rispondere con la dovuta precisione alle necessità educative che variano sensibilmente da un territorio all'altro, in base all'effettiva presenza di studenti che necessitano di misure di accompagnamento e supporto didattico specifico.

Il ruolo dei GIT nel sistema inclusivo

I Gruppi per l'Inclusione Territoriale, previsti dalla normativa vigente, svolgono una funzione di consulenza e supporto ai Gruppi di Lavoro Operativi per l’inclusione (GLO) delle singole scuole. Il loro obiettivo è quello di promuovere una gestione più efficace delle risorse e di favorire il raccordo tra le istituzioni scolastiche, gli enti locali e le aziende sanitarie.

L'efficacia di questo sistema dipende, in larga parte, dalla capacità del Ministero di pianificare l'organico in modo flessibile. Sebbene la normativa attuale definisca parametri chiari, il confronto in corso punta a rendere il meccanismo di distribuzione più aderente alla realtà quotidiana delle aule, riducendo le disparità che potrebbero crearsi con una ripartizione basata su criteri puramente amministrativi o geografici.

Prospettive per il nuovo anno scolastico

In attesa che il Ministero sciolga i nodi relativi alla definizione del decreto attuativo, le organizzazioni sindacali continuano a monitorare l'evoluzione del quadro normativo. L'obiettivo comune resta quello di assicurare che l'avvio del prossimo anno scolastico possa contare su una distribuzione delle risorse umane ottimizzata, in grado di rispondere con tempestività alle esigenze di inclusione.

Per le scuole e per le famiglie, l'attenzione rimane alta sulle prossime circolari ministeriali che definiranno nel dettaglio le dotazioni organiche e le modalità operative dei GIT. Si tratta di un passaggio cruciale per garantire che il diritto allo studio e all'inclusione, sancito dalla normativa nazionale (Normattiva), trovi piena applicazione concreta in ogni istituto.

Nelle prossime settimane, il confronto tra le parti dovrebbe procedere verso una definizione più chiara dei criteri, con l'auspicio che le osservazioni portate al tavolo tecnico possano trovare spazio nel testo definitivo del provvedimento.

Tags: sindacati disabilità inclusione
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