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Scuola

Studenti allontanati, al via i progetti di cittadinanza attiva

29 luglio 2026 di Francesco Perrone

Cambia l'approccio educativo nei confronti degli studenti destinatari di provvedimenti di sospensione. In linea con le recenti disposizioni normative che hanno aggiornato lo Statuto delle studentesse e degli studenti, tra cui le innovazioni introdotte dal DL 71/2024, convertito in Legge 106/2024, gli uffici scolastici territoriali stanno definendo in queste settimane le modalità per favorire l'eventuale attivazione di progetti di cittadinanza attiva e volontariato, destinati ai ragazzi allontanati temporaneamente dalle lezioni.

L'obiettivo, sancito dalle nuove linee guida ministeriali, è superare la concezione della sospensione come semplice "vacanza forzata" o periodo di isolamento, trasformandola invece in un'opportunità di riflessione e restituzione alla comunità. Il coinvolgimento attivo di enti del Terzo Settore rappresenta il pilastro di questa riforma, permettendo agli istituti scolastici di attivare percorsi di accoglienza degli studenti durante i giorni di allontanamento, in attesa di ulteriori integrazioni normative e circolari attuative che ne definiranno il perimetro operativo.

Cosa cambia per le scuole e le famiglie

Le nuove procedure prevedono che, in caso di sanzione disciplinare che comporti l'allontanamento dalla comunità scolastica, la scuola possa proporre — con il consenso dello studente e, se minorenne, dei genitori — un percorso di "cittadinanza attiva" presso realtà convenzionate. Queste attività, che spaziano dal volontariato ambientale all'assistenza sociale, non annullano la valenza educativa del provvedimento disciplinare, ma ne integrano gli effetti.

Il percorso di recupero non sarà standardizzato, ma adattato al profilo dello studente e alla natura della sanzione ricevuta. Gli enti del Terzo Settore, coordinati a livello territoriale, avranno il compito di affiancare i ragazzi, garantendo un ambiente protetto e una guida pedagogica adeguata. È importante sottolineare che la partecipazione a tali progetti resta su base volontaria: qualora lo studente o la famiglia non dovessero aderire alla proposta, il periodo di sospensione sarà scontato attraverso attività di approfondimento e studio individuale all'interno della scuola, secondo le modalità già in vigore nel DPR 249/1998, come novellato dalle recenti disposizioni che rafforzano la responsabilità dello studente e il ruolo dei lavori socialmente utili.

Il ruolo del Terzo Settore

La rete territoriale sta già muovendo i primi passi. Come evidenziato dalle recenti comunicazioni istituzionali, la collaborazione tra amministrazioni locali e istituzioni scolastiche è fondamentale per mappare le realtà del volontariato presenti sul territorio che dispongono dei requisiti necessari per ospitare minori in percorsi di rieducazione. Non si tratta solo di una questione organizzativa, ma di un cambio di paradigma culturale: la scuola intende riaffermare il valore della responsabilità individuale attraverso un impegno diretto verso il bene comune.

Le scuole che intendono attivare queste convenzioni dovranno fare riferimento ai protocolli siglati dagli Uffici Scolastici Regionali, che fungeranno da garanti per la qualità e la sicurezza dei percorsi proposti. Si tratta di un passaggio cruciale per garantire che l'esperienza di volontariato non sia percepita come una punizione accessoria, ma come un momento di crescita personale e civica. L'iter procedurale richiede che il consiglio di classe definisca il progetto educativo personalizzato, in coerenza con quanto previsto dai provvedimenti del Ministro Valditara in materia di condotta e attività riparative.

Prospettive per il futuro

L'attuazione di tali percorsi si basa sulle disposizioni contenute nella Legge 106/2024 e sulle successive note ministeriali di indirizzo, che definiscono il quadro di riferimento per le attività di cittadinanza solidale. Le istituzioni stanno completando la fase di mappatura degli enti disponibili. I dirigenti scolastici riceveranno indicazioni operative dettagliate per poter gestire le richieste in attesa della piena implementazione delle procedure. Le famiglie interessate potranno informarsi direttamente presso le segreterie scolastiche o consultando il sito web del proprio istituto, dove saranno pubblicati i riferimenti ai progetti attivi sul territorio di riferimento.

Questa riforma mira a ridurre il tasso di dispersione scolastica che spesso segue i provvedimenti disciplinari più severi, cercando di ricucire il legame tra lo studente e il contesto sociale di appartenenza, in un'ottica di recupero e reintegrazione che pone al centro il benessere formativo del giovane.

Tags: scuola studenti cittadinanza
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