La memoria scolastica degli italiani sembra aver subito un naufragio, almeno per quanto riguarda le vicende di Ulisse. Secondo un’indagine nazionale condotta dalla community Libreriamo, basata sull'analisi di circa 1.500 conversazioni online, il 70% degli italiani non raggiunge la sufficienza nella conoscenza della trama e dei personaggi del capolavoro omerico.
Il dato, che emerge in una calda giornata di fine luglio 2026, solleva più di un interrogativo sul livello di sedimentazione della cultura classica nel bagaglio formativo del Paese. Nonostante l'Odissea rappresenti uno dei pilastri fondamentali della letteratura occidentale, i risultati mostrano una confusione sorprendente su alcuni dei passaggi più iconici del poema.
Sirene con la coda e Penelope "sarta"
Tra le inesattezze più comuni rilevate dall'analisi, spicca l'immagine delle sirene: molti intervistati le descrivono erroneamente come creature dotate di coda di pesce, una sovrapposizione moderna influenzata dall'iconografia fiabesca e cinematografica contemporanea, distante dall'originaria natura ibrida (metà donna e metà uccello) descritta da Omero.
Non va meglio per Penelope, la regina di Itaca. Una parte significativa del campione associa l'attività di tessitura della sposa di Ulisse a quella di una comune "magliaia", dimenticando il profondo valore simbolico e politico del telaio: l'atto di disfare la tela ogni notte non era un semplice lavoro domestico, ma una strategia di resistenza politica per prendere tempo contro i Proci che insidiavano il trono.
Lacune sulla geografia del mito
L'indagine evidenzia inoltre una diffusa incertezza sulla rotta del ritorno di Ulisse verso Itaca. Molti intervistati faticano a distinguere le tappe del viaggio, confondendo spesso le avventure vissute dall'eroe con elementi estranei al testo, segno di una lettura scolastica avvenuta anni addietro e ormai sbiadita o mai pienamente approfondita.
Questo fenomeno, che gli esperti definiscono "oblio letterario", non riguarda solo la trama, ma anche il significato dei personaggi. Spesso Ulisse viene ridotto a un semplice avventuriero, perdendo i tratti di complessità psicologica, astuzia e sofferenza che lo rendono una figura universale. La mancanza di familiarità con il testo originale finisce per appiattire uno dei racconti più stratificati della storia della letteratura.
Perché la memoria vacilla?
Esperti di didattica, consultabili attraverso le piattaforme di approfondimento come La Ricerca di Loescher, sottolineano come la trasmissione del sapere classico richieda oggi nuove metodologie. Se la scuola ha il compito di gettare le basi, il mantenimento di queste conoscenze nel tempo richiede un costante esercizio di rilettura che spesso, nella vita adulta, viene meno.
L'indagine di Libreriamo, pur non avendo valore statistico ufficiale, funge da campanello d'allarme su come la cultura classica venga percepita e ricordata. Il rischio, avvertono gli addetti ai lavori, non è solo quello di dimenticare i nomi dei Proci o il numero di anni trascorsi in mare, ma di perdere il contatto con i temi universali — il viaggio, il ritorno, l'identità — che l'Odissea continua a proporre, a distanza di secoli, a chiunque sia disposto a riaprirne le pagine.