C’è un momento, nella carriera di ogni insegnante, in cui il passato e il presente si incontrano tra i corridoi di un edificio scolastico. Per Francesco Desantis, docente e scrittore, questo incontro non è stato solo metaforico, ma un vero e proprio ritorno alle origini. La sua esperienza di insegnamento presso l'istituto "Manlio Capitolo" è diventata la materia viva del suo ultimo lavoro, Il posto vacante, un libro che riesce a trasformare la quotidianità della cattedra in una riflessione profonda sul ruolo della scuola nella vita di ciascuno di noi.
Il racconto di Desantis non si limita a fotografare le dinamiche tipiche di un anno scolastico vissuto da supplente, ma scava più a fondo. Per l'autore, varcare la soglia dell'istituto ha significato ripercorrere i passi di un tempo, quando lui stesso era studente in quegli stessi corridoi. Questa sovrapposizione di tempi — il bambino di ieri e il docente di oggi — crea un filo rosso che lega la sua esperienza professionale alla memoria familiare, in particolare al ricordo di sua madre, anch'essa docente.
La scuola come intreccio di vite
Nel libro, la scuola non appare come una struttura burocratica fatta solo di registri, voti e graduatorie, ma come un organismo vivente fatto di relazioni. Desantis descrive il "posto vacante" — espressione che nel gergo scolastico richiama immediatamente la precarietà e la ricerca di una stabilità — non solo come una condizione lavorativa, ma come uno spazio di possibilità. È in quel vuoto che si inserisce la relazione con gli studenti, fatta di ascolto, di lezioni inaspettate e di quella trasmissione di sapere che va oltre il programma ministeriale.
Il legame con l'istituto "Manlio Capitolo" diventa, tra le pagine, un omaggio alla continuità educativa. Raccontare la scuola dal "dentro" significa accettarne le contraddizioni, le fragilità e la bellezza di un lavoro che, pur tra mille difficoltà, resta il perno della crescita civile di un territorio.
Oltre la cronaca del precariato
Spesso, quando parliamo di scuola, ci concentriamo sui numeri: il numero di supplenze, le scadenze delle graduatorie, la complessità delle procedure su Istanze Online. Desantis sceglie una strada diversa. Senza ignorare la fatica del precariato, sposta l'attenzione sull'aspetto umano. Il suo libro invita i lettori — colleghi, genitori e studenti — a guardare al di là del ruolo che si ricopre all'interno dell'istituzione.
La sua testimonianza ci ricorda che ogni docente porta con sé una storia, un bagaglio di esperienze che inevitabilmente riversa nel rapporto con la classe. Il ritorno a scuola, in questo caso, non è un semplice adempimento contrattuale, ma una scelta consapevole di abitare un luogo che ha segnato la propria formazione, restituendo agli studenti di oggi quella stessa passione che, anni prima, era stata trasmessa a lui.
Il posto vacante si inserisce così nel dibattito culturale contemporaneo non come un manuale tecnico, ma come un diario intimo che restituisce dignità alla professione docente, narrando la scuola non per come dovrebbe essere, ma per come viene vissuta ogni giorno da chi la abita.