Nel dibattito accademico e sociale che spesso esalta il concetto di "laurea in tempi record", arriva una voce fuori dal coro che invita a ribaltare la prospettiva. Enrico Galiano, noto scrittore e docente, ha affidato ai propri canali social una riflessione profonda, nata guardando alle recenti notizie mediatiche che celebrano giovani studenti capaci di conseguire il titolo universitario in tempi estremamente ridotti.
Lo spunto nasce dalla vicenda di Debora, una studentessa che, come molti altri casi recenti, ha catturato l'attenzione dell'opinione pubblica per la rapidità con cui ha completato il proprio percorso di studi. Tuttavia, per Galiano, trasformare il percorso universitario in una gara di velocità rischia di svuotare di significato l'esperienza formativa stessa.
La testimonianza personale: il valore del tempo
Galiano sceglie la strada della sincerità, svelando un retroscena del proprio passato: "Io per laurearmi ci ho messo sette anni", confessa il docente. Con questa rivelazione, l'autore mette in crisi la narrazione del "successo a tutti i costi" e della prestazione cronometrica come unico metro di giudizio.
Il messaggio è chiaro: la formazione non è un traguardo da tagliare il prima possibile, ma un processo che richiede sedimentazione, dubbi e talvolta anche inciampi. "Il successo non è una gara", ribadisce Galiano, sottolineando come la fretta possa portare a perdere di vista la qualità dell'apprendimento e, soprattutto, la possibilità di vivere l'università come un momento fondamentale di crescita personale, non solo come un ostacolo da superare.
Oltre la performance: cosa significa studiare oggi
La riflessione di Galiano intercetta un malessere diffuso tra gli studenti, spesso sottoposti a una pressione sociale che impone standard di efficienza elevatissimi. In un sistema che valorizza costantemente il "prima" e il "più veloce", il docente invita a considerare variabili spesso ignorate:
- Il valore dell'approfondimento critico rispetto alla mera memorizzazione.
- La necessità di integrare lo studio con esperienze di vita, lavoro o volontariato.
- L'importanza del benessere psicologico, spesso messo a dura prova dalla corsa contro il tempo.
Il rischio, secondo Galiano, è quello di creare una generazione di "macchine da esame" che, pur raggiungendo il titolo, potrebbero aver smarrito la passione e la curiosità intellettuale lungo la strada. La laurea, in quest'ottica, dovrebbe essere il risultato di un percorso consapevole, non la vittoria di uno sprint.
Un messaggio per gli studenti
Le parole del docente si rivolgono direttamente a chi oggi si sente inadeguato perché non riesce a mantenere ritmi frenetici. La sua è un'esortazione a non sentirsi "indietro" solo perché il proprio percorso non rispetta le tabelle di marcia ideali. Ogni studente ha il suo ritmo e il valore di un percorso universitario non si misura in mesi o anni, ma nella profondità di ciò che resta una volta chiusi i libri.
In un mondo che premia la velocità, la riflessione di Galiano suona come un richiamo alla calma e alla riflessione, ricordando a tutti — docenti, genitori e studenti — che l'istruzione è, prima di tutto, un cammino di scoperta di sé.
Foto di copertina: Unknown author Unknown author — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons