A Senigallia si chiude oggi una settimana passata tra visori, robot e droni. È l'ultima delle tre edizioni marchigiane dell'AI Futures Camp, il campus estivo gratuito che ha portato studentesse e studenti delle superiori dentro i laboratori di intelligenza artificiale e, per qualche mattina, dentro le aziende del territorio. Non è un corso di recupero e non è un centro estivo: è orientamento, pensato per chi tra un anno o due dovrà decidere cosa fare dopo il diploma.
Il campus si è aperto il 20 luglio e si conclude oggi, dopo le tappe di Pesaro e di Fano nelle settimane precedenti. A organizzarlo è Digital Smart, ente di formazione con sede a Fano, che nella presentazione del percorso mette in chiaro fin dalla prima riga come vanno le cose: si comincia con una escape room, non con le slide.
Cinquanta ore, e quasi nessuna lezione frontale
Il programma indicato dall'organizzatore prevede cinquanta ore distribuite su sei giornate, con gruppi piccoli: tra venti e quaranta partecipanti per edizione. Dentro ci sono laboratori sull'intelligenza artificiale con esempi e usi concreti, prove di robotica, pilotaggio di droni, sessioni in realtà virtuale. L'idea non è insegnare a programmare un modello in una settimana — sarebbe impossibile — ma far toccare con mano che cosa c'è dietro le parole che i ragazzi sentono ogni giorno.
Chi partecipa porta a casa un "AI Career Portfolio", una specie di mappa personale di quello che ha imparato e di dove potrebbe portarlo. Un dettaglio meno banale di quanto sembri: a sedici o diciassette anni la difficoltà non è la mancanza di informazioni, è capire quali riguardano davvero se stessi.
Dalle aule alle aziende
La parte che di solito resta più impressa non si svolge in aula. Il percorso prevede giornate di visita nelle imprese hi-tech del territorio: capannoni, reparti, persone che quel lavoro lo fanno tutti i giorni. È il passaggio in cui l'orientamento smette di essere un discorso e diventa una cosa vista con gli occhi — un tecnico che spiega perché un robot si ferma, un ingegnere che racconta che studi ha fatto e quanti ne ha cambiati per strada.
La chiusura è affidata a un contest a squadre, con tre droni DJI Mini in palio. Un finale con un premio vero, che nelle intenzioni serve a tenere alta l'attenzione fino all'ultimo giorno. Oggi, appunto.
Chi poteva partecipare, e perché era gratis
Il campus era rivolto a studentesse e studenti che nell'anno scolastico 2025/2026 hanno frequentato le classi seconde, terze e quarte delle scuole superiori delle Marche. La partecipazione era completamente gratuita: l'iniziativa rientra nei Summer Camp finanziati dalla Regione Marche con le risorse del programma regionale FSE+, la linea con cui l'ente finanzia percorsi estivi di orientamento distribuiti su tutto il territorio, compresi i comuni più piccoli e le aree interne.
Per gli istituti che hanno stipulato una convenzione, l'organizzatore segnala che l'esperienza può essere riconosciuta come PCTO. Un aspetto pratico che vale la pena conoscere per il prossimo anno, più che una ragione per iscriversi.
Una scelta di metodo
Vale la pena notare che cosa c'è dietro l'impostazione di questi campus. Il modello dei Summer Camp regionali punta su workshop, laboratori, role playing, visite di studio e incontri con esperti: un ambiente di apprendimento esperienziale, che ha come obiettivo dichiarato il rafforzamento delle competenze orientative — la capacità, cioè, di gestire in autonomia le proprie scelte formative e professionali — insieme alle soft skills, dal problem solving al lavoro di squadra.
Detto in modo meno tecnico: l'ipotesi è che a un ragazzo di sedici anni serva più una settimana passata a sbagliare insieme ad altri che un pomeriggio di presentazioni sulle facoltà universitarie. È un'ipotesi ragionevole, ed è anche la ragione per cui questi percorsi si svolgono d'estate, quando la scuola è chiusa e nessuno prende voti.
Le Marche non sono un caso isolato: iniziative simili, con formule e temi diversi, sono attive in altre regioni con le stesse risorse europee. Ma la scena di questi giorni a Senigallia — un drone che si alza in un cortile di luglio, un gruppo di adolescenti con il naso all'insù — racconta bene a che punto è arrivata l'idea di orientamento nella scuola italiana. Non più un questionario da compilare a marzo, ma qualcosa che si prova.
Il campus finisce oggi. Le nuove edizioni, se ci saranno, verranno annunciate dagli enti di formazione accreditati nei prossimi mesi: chi è interessato può tenere d'occhio le pagine dei Summer Camp della Regione e gli sportelli Informagiovani dei propri Comuni.