Chi punta a un posto letto in una residenza universitaria per l'anno accademico 2026/2027 deve fare una cosa sola, e farla adesso: presentare domanda al bando dell'ente regionale per il diritto allo studio. Non si prenota la stanza contattando lo studentato, e non basta iscriversi all'università: l'alloggio pubblico si assegna per concorso, sulla base di ISEE e merito, con scadenze che in diverse regioni cadono tra la fine di agosto e i primi di settembre.
È il passaggio che ogni anno fa perdere il beneficio a migliaia di matricole, perché arriva quando la testa è ancora sui test di ammissione. Nel frattempo, sullo sfondo, si muove il capitolo più grande: il piano nazionale sulle nuove residenze finanziato dal PNRR, che dovrebbe far crescere l'offerta di posti a canone calmierato proprio nei prossimi anni accademici.
Il posto letto si chiede con il bando regionale
In quasi tutte le regioni la domanda di borsa di studio e quella di posto alloggio viaggiano insieme, nello stesso modulo online, oppure su due bandi paralleli con scadenze ravvicinate. I requisiti sono tre: essere fuori sede secondo la definizione del bando (distanza o tempo di percorrenza dalla sede del corso), rientrare nelle soglie economiche e raggiungere il merito richiesto — per le matricole conta il voto di maturità o la semplice immatricolazione, per gli anni successivi i crediti maturati entro la data indicata.
Il documento da cui dipende tutto è l'ISEE per le prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario, che è una versione specifica dell'ISEE ordinario. Va richiesto per tempo: la DSU si presenta a un CAF o all'INPS e il rilascio non è immediato. Senza ISEE valido, o con un ISEE del tipo sbagliato, la domanda viene esclusa anche se tutti gli altri requisiti ci sono.
Le finestre variano da regione a regione e non esiste una scadenza nazionale unica. Alcuni esempi già pubblicati: in Emilia-Romagna il bando ER.GO per borse, alloggi, mense e altri benefici resta aperto fino al 24 agosto 2026, con un anticipo di circa dieci giorni rispetto all'anno scorso, pensato proprio per assegnare prima gli alloggi. In Toscana, il bando dell'Azienda regionale DSU si chiude il 7 settembre 2026 alle ore 13 per i corsi di laurea triennale, magistrale e a ciclo unico, mentre per dottorato e scuole di specializzazione la finestra si apre più tardi, in autunno.
Chi studia in un'altra regione deve verificare sul sito del proprio ente (ERSU, EDISU, ADiSU, DiSCo, Opera Universitaria e simili) o dell'ateneo: cambiano date, soglie e perfino il modo in cui si esprimono le preferenze sulle residenze. La regola pratica è controllare subito, perché diverse graduatorie per il posto alloggio vengono approvate già a inizio settembre, prima di quelle per la borsa di studio.
Cosa sta cambiando sulle residenze
La parte strutturale della vicenda è la riforma PNRR sugli alloggi per gli studenti (Missione 4, Componente 1), che il Ministero dell'Università e della Ricerca ha impostato sull'obiettivo di 60.000 nuovi posti letto per fuori sede. Il percorso, però, è stato riorganizzato su due binari.
Il primo è il bando gestito dal MUR con il decreto ministeriale 481 del 2024, che riconosce ai gestori un contributo fisso di poco meno di 20.000 euro per ogni nuovo posto letto messo a disposizione, a copertura di una quota dei ricavi da locazione nei primi tre anni. Le domande su questo canale sono chiuse da tempo e i cantieri sono ora nella fase finale: un'ordinanza del Commissario straordinario per gli alloggi universitari, l'ingegner Manuela Manenti, ha spostato al 19 agosto 2026 il termine per l'ultimazione dei lavori, con la relazione finale sulla messa a disposizione dei posti attesa entro fine ottobre.
Il secondo binario è il fondo affidato a Cassa Depositi e Prestiti come soggetto attuatore per conto del MUR, con una dotazione di almeno 579 milioni di euro e una quota minima del 40% riservata agli interventi nel Mezzogiorno. Anche qui la finestra per candidarsi si è chiusa a fine giugno; secondo quanto indicato da CDP, gli interventi dovranno concludersi entro il 15 maggio 2027. Sull'ampiezza effettiva del risultato il dibattito è aperto: la ministra Anna Maria Bernini ha ribadito in Parlamento che il traguardo complessivo resta di 60.000 posti, metà sul bando MUR e metà sul nuovo strumento finanziario, mentre le opposizioni contestano tempi e conteggi.
La quota riservata agli studenti con borsa
C'è un dettaglio che riguarda direttamente chi presenta domanda in questi giorni. Le residenze finanziate con questi fondi devono applicare canoni inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato della zona e riservare almeno il 30% dei posti letto a studenti fuori sede capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, individuati proprio attraverso le graduatorie degli organismi regionali per il diritto allo studio. In più, gli immobili devono mantenere la destinazione a residenza universitaria per dodici anni.
Tradotto: quei posti non si prenotano sul mercato privato, si raggiungono passando dal bando regionale. Chi resta fuori dalla graduatoria non accede alla quota agevolata, anche quando lo studentato nuovo apre a due passi dall'aula. È il motivo per cui vale la pena presentare domanda anche se si teme di non rientrare nella borsa: l'idoneità è la chiave di accesso.
Cosa fare adesso
- Richiedere subito l'ISEE per il diritto allo studio universitario, se non lo si è già fatto.
- Aprire il sito dell'ente regionale competente e leggere il bando 2026/2027: scadenza, soglie economiche, definizione di fuori sede, crediti minimi.
- Presentare la domanda indicando l'interesse per il posto alloggio, anche se l'immatricolazione non è ancora perfezionata (quasi tutti i bandi lo consentono, con conferma successiva).
- Segnare la data di pubblicazione della graduatoria e i termini per accettare il posto: la rinuncia tacita fa scorrere l'assegnazione al candidato successivo.
Le informazioni istituzionali sul piano nazionale sono raccolte nella sezione dedicata del Ministero dell'Università e della Ricerca, mentre per requisiti, importi e scadenze fa fede esclusivamente il bando del proprio ente regionale.