Ottantatré milioni e mezzo di euro per rimettere in sesto le scuole sarde: la Regione Sardegna ha pubblicato un avviso pubblico che finanzia lavori di riqualificazione, adeguamento e nuova realizzazione degli edifici scolastici. A presentare le domande saranno i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane, che avranno tempo dal 23 settembre al 23 ottobre per caricare le proprie proposte sulla piattaforma regionale ARES.
L'annuncio è arrivato venerdì 24 luglio dall'Assessorato della Pubblica Istruzione. Le risorse rientrano nella programmazione FSC 2021-2027 e nel Piano straordinario di edilizia scolastica Iscol@, il programma con cui la Regione da anni interviene sul patrimonio scolastico dell'Isola.
Su cosa si potrà intervenire
Non si tratta solo di manutenzione. L'avviso punta su cinque fronti che toccano da vicino la vita quotidiana di chi la scuola la frequenta e ci lavora: sicurezza strutturale e antisismica, efficienza energetica, accessibilità per tutti, sostenibilità ambientale e qualità degli spazi didattici.
Quest'ultimo punto è quello meno visibile ma non meno rilevante: aule luminose, salubri, acusticamente adeguate e flessibili incidono — spiega la Regione — sul benessere degli studenti, sull'attenzione e sulla partecipazione. Nel comunicato l'edilizia scolastica viene collegata esplicitamente al contrasto della dispersione, sia quella esplicita (l'abbandono precoce) sia quella implicita, cioè il caso degli studenti che arrivano al termine del percorso senza aver raggiunto competenze adeguate.
«Con questo Avviso mettiamo a disposizione degli enti locali risorse importanti», ha dichiarato l'assessora della Pubblica Istruzione Ilaria Portas, sottolineando che l'obiettivo non riguarda soltanto gli immobili ma i luoghi in cui bambini e ragazzi imparano e costruiscono relazioni.
Come sono divisi gli 83,5 milioni
La dotazione è suddivisa in due linee di intervento distinte:
- 44 milioni di euro per l'adeguamento strutturale e il miglioramento degli ambienti scolastici, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la dispersione e rafforzare le competenze di base;
- 39,5 milioni di euro per completare interventi già avviati nell'ambito di piani regionali o di missioni PNRR, a condizione che si tratti di lotti funzionali.
La seconda linea risponde a un problema molto concreto degli ultimi anni: cantieri partiti con finanziamenti diversi e rimasti a metà, con scuole che convivono da tempo con lavori incompiuti o spazi inutilizzabili.
Chi presenta la domanda e come si viene selezionati
Le candidature non passano dalle singole scuole ma dagli enti locali proprietari degli edifici: Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane. Il canale è la piattaforma ARES (Anagrafe Regionale Edilizia Scolastica), che resterà aperta per il caricamento delle domande nella finestra indicata, secondo le modalità stabilite dall'avviso.
La selezione avverrà con una procedura valutativa a graduatoria. Tra i criteri indicati dalla Regione figurano la qualità dell'intervento proposto, la popolazione scolastica coinvolta, la maturità progettuale, la sicurezza sismica, l'efficienza energetica, l'eventuale accorpamento di plessi, la presenza di scuole sovracomunali e gli indicatori legati al disagio negli apprendimenti. In pratica, a parità di condizioni pesa molto avere già un progetto pronto: un dettaglio che storicamente penalizza i piccoli Comuni con uffici tecnici sottodimensionati.
La documentazione completa è consultabile nella sezione bandi del sito della Regione Sardegna.
Le altre misure annunciate
Questo avviso non esaurisce il quadro. La Regione ha reso noto che è in fase di chiusura una procedura negoziale con le Province e con le Città metropolitane di Cagliari e Sassari, dedicata alle scuole secondarie di secondo grado, che sono di competenza di quegli enti.
Sono inoltre annunciate ulteriori misure, per le quali però non sono ancora state comunicate tempistiche: un avviso riservato alle scuole dell'infanzia e ai poli per l'infanzia 0-6, uno per il rinnovo di arredi e attrezzature a supporto dell'innovazione didattica, e due avvisi pensati per anticipare agli enti locali le risorse necessarie alla progettazione e alle indagini preliminari. Proprio quest'ultimo passaggio mira a correggere una difficoltà ricorrente, cioè l'assenza di progetti maturi da candidare quando si aprono nuove opportunità di finanziamento.
Cosa significa per chi sta a scuola
Per docenti, personale ATA, studenti e famiglie l'effetto non sarà immediato: tra candidatura, graduatoria, affidamento dei lavori e cantiere passa fisiologicamente del tempo. Ma è utile sapere che il proprio istituto potrebbe rientrare tra quelli candidati, ed è il Comune — non la scuola — il soggetto a cui rivolgersi per capire se un intervento sull'edificio è stato proposto.
Chi in questi anni ha segnalato infiltrazioni, aule impraticabili, palestre chiuse o barriere architettoniche mai rimosse ha ora una finestra concreta in cui quelle segnalazioni possono tradursi in una richiesta di finanziamento: vale la pena riproporle all'amministrazione comunale prima di settembre, quando gli uffici tecnici comporranno le proposte da caricare sulla piattaforma.
Date da ricordare
- 23 settembre — apertura della piattaforma ARES per il caricamento delle domande
- 23 ottobre — termine ultimo per la presentazione delle candidature