I Comuni e gli altri enti proprietari di edifici scolastici in Campania devono prestare attenzione ai termini perentori stabiliti dall'avviso pubblico per candidare i propri progetti di messa in sicurezza e riqualificazione: la Regione ha approvato il nuovo avviso pubblico del programma "Scuola Viva in Cantiere". Attenzione al punto più delicato: chi era già inserito nelle graduatorie delle sessioni precedenti deve ripresentare la candidatura, perché con l'approvazione della nuova graduatoria i vecchi elenchi delle proposte finanziabili e ammissibili saranno superati.
Non è quindi un semplice rifinanziamento che scorre le liste esistenti: la Regione costruisce da capo il proprio "parco progetti" regionale, cioè l'elenco degli interventi pronti da finanziare man mano che si rendono disponibili risorse regionali, nazionali ed europee. Un progetto rimasto in graduatoria e mai finanziato, se non viene ricandidato, resta fuori.
Chi può partecipare e quali scuole sono comprese
L'avviso si rivolge agli enti proprietari degli immobili scolastici pubblici della Campania. Gli interventi possono riguardare scuole dell'infanzia, poli per l'infanzia, scuole primarie, scuole secondarie di primo e secondo grado e istituti comprensivi, a condizione che gli edifici risultino censiti nell'Anagrafe Regionale dell'Edilizia Scolastica (ARES).
Quest'ultimo requisito è meno banale di quanto sembri: se i dati dell'edificio in ARES sono incompleti o non aggiornati, la verifica preliminare è il primo passo da compiere, prima ancora di preparare il progetto.
Che cosa si può finanziare
La seconda fase del programma punta a interventi integrati, cioè non a singoli lavori isolati ma a operazioni che tengano insieme la parte edilizia, quella strutturale e quella impiantistica dello stesso edificio. Gli obiettivi indicati dalla Regione sono il miglioramento della sicurezza, il conseguimento dell'agibilità, l'aumento dell'efficienza energetica e la riduzione dei consumi e delle emissioni di CO₂.
Tradotto per chi la scuola la vive tutti i giorni: si parla di adeguamento sismico e antincendio, di infissi e cappotti termici, di impianti elettrici e di riscaldamento, cioè proprio delle voci che più spesso finiscono nelle segnalazioni di dirigenti scolastici, RSPP e genitori.
Criteri aggiornati: perché le vecchie graduatorie non bastano più
Il nuovo avviso introduce un aggiornamento dei criteri di valutazione, costruito — spiega la Regione — sulla base del monitoraggio delle edizioni precedenti, con l'obiettivo di accelerare l'attuazione degli investimenti. È questa la ragione tecnica per cui le graduatorie precedenti vengono azzerate: le proposte vanno riallineate ai nuovi parametri, e una candidatura vecchia non sarebbe confrontabile con le nuove.
Il programma non nasce oggi: avviato nel 2022, ha già consentito il finanziamento di numerosi interventi attualmente in fase di realizzazione grazie alle risorse del PR FESR Campania 2021-2027.
Nel nuovo avviso è prevista inoltre una finestra specifica dedicata al censimento degli interventi di edilizia scolastica avviati con il PNRR/PNC e poi definanziati: una possibilità che interessa direttamente quei cantieri rimasti a metà del guado dopo la revisione dei fondi del Piano.
"La Regione Campania conferma con questo provvedimento una strategia di lungo periodo che considera la qualità dell'edilizia scolastica un elemento fondamentale per garantire il diritto allo studio, la sicurezza delle comunità scolastiche e la crescita dei territori", ha commentato l'assessore alla Scuola Lucia Fortini.
Come si presenta la domanda
Le istanze vanno trasmesse esclusivamente per via telematica, attraverso la piattaforma dei servizi digitali della Regione Campania dedicata al programma, entro i termini stabiliti dal bando. Non sono previste modalità alternative di invio: nessuna PEC, nessuna consegna cartacea.
Il quadro documentale di riferimento è quello approvato con il decreto dirigenziale pubblicato ufficialmente sul BURC (Bollettino Ufficiale della Regione Campania), consultabile direttamente sul portale regionale, che accompagna l'avviso insieme agli allegati tecnici, tra cui il format per la valutazione della sicurezza e la nota informativa sul contenuto progettuale. Gli atti ufficiali sono pubblicati nel BURC e chi deve materialmente predisporre la candidatura trova avviso e allegati nella sezione dedicata dei servizi digitali regionali.
Cosa fare adesso
I tempi per la presentazione richiedono attenzione, ma la parte più impegnativa non è l'invio telematico: è la costruzione del fascicolo progettuale secondo i nuovi criteri, in un periodo in cui gli uffici tecnici comunali lavorano spesso a ranghi ridotti. Tre passaggi da mettere in agenda subito:
- Verificare la posizione dell'edificio in ARES e sanare eventuali dati mancanti;
- Recuperare le candidature delle sessioni passate e riadattarle ai criteri aggiornati, senza darle per acquisite;
- Coinvolgere per tempo le scuole: dirigenti scolastici e RSPP hanno spesso il quadro più realistico delle criticità di un edificio, dalle infiltrazioni ai serramenti da sostituire.
Per le famiglie e per il personale scolastico, invece, il punto di attenzione è un altro: la partecipazione all'avviso non produce effetti immediati sui plessi. La graduatoria che ne uscirà definirà l'ordine di priorità degli interventi, che verranno poi finanziati in base alle risorse effettivamente disponibili. Il consiglio, per chi segue da vicino la vita di un istituto, è chiedere al proprio Comune se l'edificio è stato candidato: è l'unico modo per sapere se quel plesso entrerà o meno nella futura lista degli interventi programmati.