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Scuole ambasciatrici UE: al via il programma 2026/2027

22 luglio 2026 di Francesco Perrone

Il Parlamento europeo ha aperto ufficialmente le selezioni e i preparativi per il nuovo anno scolastico del programma EPAS (European Parliament Ambassador School), l'iniziativa pensata per avvicinare i giovani alle istituzioni dell'Unione Europea e ai valori della democrazia comunitaria. L'opportunità è rivolta a tutti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, chiamati a diventare veri e propri punti di riferimento territoriali per la cittadinanza attiva.

Il progetto mira a superare la tradizionale didattica frontale attraverso metodologie interattive e laboratoriali. L'obiettivo principale è fare in modo che i ragazzi non si limitino a studiare il funzionamento dell'Unione Europea sui manuali, ma ne comprendano l'impatto concreto sulla vita quotidiana e sulle opportunità professionali e di studio future.

Le attività e il percorso formativo

All'interno delle scuole che aderiscono al programma, il percorso prevede un mix dinamico di attività didattiche ed extracurricolari. Tra le proposte centrali figurano:

Il cuore dell'iniziativa è la figura degli "studenti ambasciatori" e dei "docenti ambasciatori", che fungono da moltiplicatori della conoscenza all'interno della comunità scolastica. Al termine del percorso, dopo una valutazione delle attività svolte nel corso dell'anno, le scuole ricevono una targhetta ufficiale e i ragazzi ottengono un attestato di partecipazione nel corso di una cerimonia dedicata.

Come partecipare e i prossimi passi

Per le scuole superiori interessate a prendere parte al programma per l'anno scolastico 2026/2027, il Ministero dell'Istruzione e del Merito e gli Uffici Scolastici Regionali forniscono periodicamente le indicazioni operative e i moduli per presentare la propria candidatura. Il programma EPAS richiede la candidatura ufficiale della scuola come "Scuola Ambasciatrice del Parlamento europeo" tramite i canali istituzionali dedicati, solitamente gestiti dagli Uffici di collegamento del Parlamento europeo in Italia, prevedendo specifici livelli di riconoscimento per i partecipanti, distinti nelle categorie junior e senior. Le scuole candidate devono solitamente soddisfare specifici requisiti, come l'impegno a inserire moduli sull'UE nel piano dell'offerta formativa, a nominare docenti e studenti referenti e a organizzare attività concrete di informazione e comunicazione rivolte alla comunità. Per verificare i dettagli procedurali e inoltrare le istanze è possibile fare riferimento ai canali ufficiali dedicati, tra cui il portale europeo dei giovani e le sezioni specifiche messe a disposizione dal Ministero o dagli Uffici Scolastici Regionali. Le attività prenderanno il via ufficialmente con l'avvio delle lezioni in autunno, mentre la fase di accreditamento e formazione iniziale per i docenti referenti è prevista già nelle prossime settimane.

L'iniziativa rappresenta un'occasione di crescita non solo per gli studenti, che possono arricchire il proprio curriculum con competenze civiche di alto profilo, ma per l'intera comunità scolastica, che si apre a una dimensione sempre più europea della didattica e del confronto culturale.

Tags: studenti europa caldo scuole
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