Nel pieno del mese di luglio, tra adempimenti organizzativi e chiusura dell'anno scolastico, molti dirigenti scolastici si trovano a fronteggiare un impegno gravoso e, secondo quanto denunciato dai sindacati, del tutto privo di tulele economiche adeguate: la presidenza delle commissioni per gli esami di idoneità degli studenti.
Sulla questione è intervenuto direttamente il sindacato Dirigentiscuola, che nei giorni scorsi ha indirizzato una nota ufficiale al Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Al centro della protesta c'è l'obbligo, imposto ai presidi, di presiedere tali sessioni d'esame estive senza percepire alcun compenso specifico o indennità accessoria per il lavoro extra svolto in un periodo tradizionalmente dedicato alle ferie e alla programmazione strategica.
Il nodo degli esami di idoneità e del carico di lavoro estivo
Gli esami di idoneità rappresentano un momento fondamentale per il percorso di molti studenti, spesso legati a cambi di indirizzo, recupero di anni scolastici o passaggi tra percorsi formativi differenti. Tuttavia, la gestione di queste procedure ricade interamente sulle spalle degli istituti e, in prima battuta, dei capi d'istituto.
Il sindacato autonomo ha voluto richiamare l'attenzione del Ministero su una disparità di trattamento e su un carico di responsabilità che non trova riscontro nella retribuzione tabellare. Presiedere le commissioni richiede tempo, competenze tecniche e una presenza costante, sottratta alle ferie spettanti e alle attività di pianificazione per il successivo anno scolastico.
La richiesta di intervento al Ministero
Nella missiva inviata al titolare del dicastero di Viale Trastevere, Dirigentiscuola chiede un intervento urgente volto a valorizzare la figura dirigenziale e a riconoscere formalmente il lavoro svolto durante la stagione estiva. La richiesta non riguarda soltanto l'aspetto economico — ovvero l'erogazione di compensi o indennità legati a queste specifiche funzioni aggiuntive — ma tocca anche il tema più ampio del rispetto dei carichi di lavoro e della dignità professionale della categoria.
Le problematiche evidenziate mettono in luce un disagio diffuso tra i presidi italiani, impegnati a gestire scuole sempre più complesse con organici ridotti e una mole burocratica in costante aumento. L'estate, anziché rappresentare un momento di pausa rigenerante, si conferma per molti dirigenti un periodo di superlavoro non retribuito.
Si resta ora in attesa di eventuali risposte o chiarimenti da parte dell'amministrazione centrale per capire se il Ministero intenda aprire un tavolo di confronto sulle indennità accessorie e sulla governance delle procedure d'esame estive.
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