I docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado avranno a disposizione, per il prossimo anno scolastico 2026/27, nuove prospettive di aggiornamento professionale dedicate alle discipline scientifiche. Diverse istituzioni accademiche e scientifiche stanno elaborando offerte formative con l'obiettivo di supportare il personale scolastico nel potenziamento della didattica laboratoriale.
I percorsi, nati per rispondere alle esigenze di innovazione metodologica nelle classi, si concentrano su tre pilastri fondamentali: biologia, chimica e fisica. L'iniziativa punta a fornire agli insegnanti strumenti concreti per rendere lo studio delle materie STEM più coinvolgente e aderente alle moderne esigenze di ricerca e sperimentazione.
Obiettivi e finalità della formazione
L'aggiornamento professionale proposto per il 2026/27 non si limita alla trasmissione di nozioni teoriche, ma mette al centro l'esperienza pratica. L'obiettivo dei moduli formativi è quello di permettere ai docenti di integrare le attività di laboratorio all'interno del curricolo ordinario, favorendo un approccio basato sul metodo scientifico e sulla risoluzione di problemi complessi.
Il focus principale è rappresentato dal binomio "teoria-pratica": gli incontri prevedono sessioni dedicate alla progettazione di esperimenti replicabili in classe, utili a stimolare il pensiero critico degli studenti e a favorire una maggiore comprensione dei fenomeni naturali e chimici.
Cosa devono fare i docenti
Gli insegnanti interessati a partecipare ai percorsi formativi sono invitati a monitorare le pubblicazioni ufficiali delle istituzioni scientifiche di riferimento per l'apertura delle iscrizioni e le modalità di adesione. Per la formalizzazione dell'iscrizione e per ottenere l'attestazione ufficiale delle ore di formazione svolte, i docenti dovranno procedere tramite il portale ministeriale S.O.F.I.A. (Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento). Su tale piattaforma, sarà necessario ricercare i corsi tramite i codici identificativi specifici che verranno associati a ciascun modulo formativo non appena gli stessi saranno validati e pubblicati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.
In merito ai requisiti di accesso, la partecipazione sarà regolata in base alle priorità definite dalle singole istituzioni scolastiche e dalle circolari ministeriali di riferimento, che stabiliranno criteri di precedenza, ad esempio, per i docenti di ruolo o per coloro che ricoprono incarichi su posti di sostegno, in linea con le procedure di aggiornamento professionale previste per il personale docente.
Si ricorda che la partecipazione ai corsi di formazione promossi da enti accreditati o istituzioni culturali di alto profilo scientifico può rientrare nelle attività di aggiornamento previste dal Testo Unico sulla Scuola (D.Lgs. 297/1994), che riconosce il diritto e il dovere dei docenti alla formazione continua. È fondamentale verificare, al momento dell'iscrizione, l'eventuale riconoscimento dei crediti formativi o la certificazione delle competenze acquisite, elementi spesso richiesti ai fini del portfolio professionale.
Data la natura dell'offerta, si consiglia di verificare la disponibilità di posti e le scadenze specifiche che verranno comunicate nei prossimi mesi, in attesa dell'avvio delle attività previsto per il prossimo anno scolastico.
Un'opportunità per il rinnovamento didattico
L'iniziativa si inserisce nel più ampio solco delle politiche ministeriali volte a rafforzare le competenze scientifiche nel sistema di istruzione nazionale. La collaborazione tra istituzioni scientifiche di prestigio e il mondo della scuola rappresenta, infatti, una leva strategica per colmare il divario tra la ricerca accademica e la pratica quotidiana in aula.
Per ulteriori dettagli sui programmi di dettaglio di ciascun modulo, il riferimento principale rimane il portale S.O.F.I.A. e le circolari che verranno diffuse dagli Uffici Scolastici Regionali, utili per orientare i docenti nelle procedure di iscrizione e riconoscimento delle attività.