Il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) ha ufficializzato, nelle scorse ore, la pubblicazione delle linee guida per l'accesso ai finanziamenti destinati ai Progetti di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) per l'anno 2026. Il provvedimento rappresenta un passaggio fondamentale per la programmazione scientifica degli atenei italiani, definendo il perimetro entro cui i dipartimenti universitari potranno avanzare le proprie proposte progettuali.
L'obiettivo del bando è sostenere l'eccellenza scientifica e favorire l'avanzamento delle conoscenze in ambiti strategici per il Paese, promuovendo al contempo la collaborazione tra diverse istituzioni universitarie e la mobilità dei ricercatori. Il testo integrale del decreto e i relativi allegati tecnici sono consultabili direttamente sul portale istituzionale del Ministero dell'Università e della Ricerca.
Tipologie di bando: PRIN 2026 e PRIN Hybrid
La programmazione per l'anno 2026 si articola in due distinti filoni di finanziamento, fondamentali per la corretta impostazione delle proposte: il bando PRIN 2026 "ordinario", dedicato ai progetti di ricerca di base, e il bando PRIN 2026 "Hybrid", che integra obiettivi di ricerca fondamentale con una marcata attenzione al trasferimento tecnologico e alla collaborazione pubblico-privato. È essenziale che i dipartimenti individuino correttamente la linea di finanziamento più coerente con la natura del proprio progetto prima di avviare la procedura di candidatura. Si specifica inoltre che sussiste un vincolo di incompatibilità: il Principal Investigator (PI) del PRIN 2026 non può presentare domanda per il PRIN Hybrid e viceversa; in caso di partecipazione a entrambi i bandi, il PI dovrà optare per uno solo dei due progetti in caso di vincita.
Criteri di ammissibilità e requisiti
Il bando definisce con chiarezza i soggetti legittimati a partecipare. La presentazione dei progetti è riservata ai dipartimenti delle università statali e non statali legalmente riconosciute, oltre che agli enti di ricerca vigilati dal MUR. Ogni proposta deve dimostrare un elevato profilo di innovazione e un impatto concreto nel settore di riferimento. Si ricorda che, per la redazione delle proposte, è obbligatorio l'utilizzo della lingua inglese.
Tra i punti salienti che i dipartimenti dovranno tenere in considerazione per la stesura delle proposte, figurano:
- La coerenza del progetto con gli obiettivi strategici definiti a livello nazionale ed europeo.
- La solidità del partenariato, con particolare attenzione alla multidisciplinarità.
- La sostenibilità economica e finanziaria delle attività previste nel piano di ricerca.
- L'impegno nella valorizzazione dei risultati ottenuti e nella loro diffusione all'interno della comunità scientifica.
Come presentare la candidatura
La procedura per la sottomissione delle istanze sarà gestita in modalità interamente telematica. I referenti dei progetti dovranno utilizzare esclusivamente la piattaforma ministeriale dedicata, accessibile tramite le credenziali istituzionali. È fondamentale che le candidature vengano perfezionate entro i termini perentori stabiliti: il 1° giugno 2026 per i progetti PRIN 2026 e il 4 giugno 2026 per i progetti PRIN Hybrid. Si ricorda di utilizzare esclusivamente la modulistica ufficiale messa a disposizione dal MUR.
Si raccomanda ai responsabili scientifici dei dipartimenti di verificare attentamente la correttezza di tutta la documentazione allegata prima dell'invio definitivo. Eventuali irregolarità formali nella compilazione dei moduli potrebbero infatti comportare l'esclusione della proposta dalla valutazione di merito.
I prossimi passi
Dopo la fase di presentazione, i progetti saranno sottoposti a una procedura di valutazione basata su criteri di qualità scientifica, originalità e impatto, affidata a comitati di esperti indipendenti. L'esito della selezione porterà alla definizione di una graduatoria dei progetti ammessi al cofinanziamento. Gli atenei riceveranno comunicazioni periodiche sull'avanzamento dell'iter istruttorio direttamente tramite il portale di gestione.
Si consiglia ai docenti e al personale amministrativo coinvolto di monitorare costantemente le sezioni informative del sito del Ministero per eventuali aggiornamenti tecnici o FAQ che verranno pubblicate nelle prossime settimane, al fine di chiarire dubbi operativi legati alla compilazione della domanda.