Il Rapporto nazionale INVALSI 2026, presentato oggi, giovedì 16 luglio, presso la Camera dei deputati, restituisce una fotografia complessa del sistema d'istruzione italiano. Se da un lato si conferma un trend positivo nella riduzione della dispersione scolastica e un incoraggiante recupero degli apprendimenti nelle regioni del Mezzogiorno, dall'altro emerge con forza l'allarme per le competenze in matematica degli studenti della scuola primaria.

Alla presenza del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è emerso come il raggiungimento dei livelli base in matematica rappresenti oggi la sfida principale per la scuola primaria. I dati indicano una flessione significativa rispetto alle rilevazioni precedenti: la quota di alunni che raggiunge i traguardi minimi in seconda e quinta elementare ha subito un calo di circa 3 punti percentuali rispetto all'ultimo anno. Un dato ancor più marcato se confrontato con il 2019, anno di riferimento pre-pandemico, con una contrazione che si attesta tra l'8% e il 10%.

Il commento del presidente Roberto Ricci

Il presidente dell'INVALSI, Roberto Ricci, nel corso della presentazione ha sottolineato la necessità di un cambio di passo. “Dobbiamo concentrare gli sforzi sull'innalzamento degli apprendimenti matematici nella scuola primaria”, ha dichiarato Ricci. L'istituto evidenzia infatti come le fondamenta logiche e numeriche costruite nei primi anni di scolarizzazione siano determinanti per il successo formativo nel lungo periodo. La criticità rilevata non è solo un numero statistico, ma un indicatore di una difficoltà diffusa che richiede interventi didattici mirati e un potenziamento delle metodologie di insegnamento delle discipline STEM fin dai primi anni.

Dispersione scolastica: un segnale positivo

Nonostante le difficoltà in matematica, il Rapporto offre elementi di ottimismo sul fronte della dispersione scolastica. Gli interventi messi in campo negli ultimi anni, in particolare quelli volti a sostenere le aree territoriali maggiormente fragili, sembrano produrre i primi effetti tangibili. Il recupero registrato nel Mezzogiorno indica che le politiche di contrasto all'abbandono scolastico stanno iniziando a dare frutti, riducendo il divario storico con il resto del Paese.

Il Ministro Valditara ha ribadito l'importanza di questi dati per la programmazione futura, sottolineando come la valutazione non debba essere intesa come una mera analisi statistica, ma come uno strumento indispensabile per calibrare l'azione di governo e migliorare la qualità della didattica in aula.

Cosa significa per il prossimo anno scolastico

I risultati presentati oggi saranno oggetto di analisi approfondita da parte delle istituzioni scolastiche. Per i docenti e i dirigenti, il Rapporto rappresenta un punto di partenza per rifinire il Piano Triennale dell'Offerta Formativa (PTOF) e per orientare le attività di recupero e potenziamento. L'invito alle scuole è quello di integrare le evidenze del Rapporto nelle riflessioni dei dipartimenti, cercando di tradurre i dati nazionali in azioni concrete di miglioramento dell'offerta didattica, con particolare attenzione alle competenze matematiche di base.

Ulteriori dettagli e i dati completi suddivisi per regione e grado di istruzione sono disponibili sul portale ufficiale dell'istituto, utile per consultare i trend storici e le analisi di dettaglio necessarie per la progettazione didattica del nuovo anno scolastico.