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Scuola

Libri di testo 2026/2027: bonus famiglie e detrazioni fiscali

17 luglio 2026 di Francesco Perrone

L'avvio dell'anno scolastico si avvicina e, con esso, la necessità per molte famiglie di pianificare l'acquisto dei libri di testo. Per sostenere il diritto allo studio e alleggerire il peso economico sulle famiglie, il sistema scolastico italiano prevede diverse forme di agevolazione, che spaziano dai contributi diretti gestiti a livello locale alle detrazioni fiscali nazionali.

Contributi regionali e comunali: come orientarsi

La principale fonte di sostegno per l'acquisto dei libri di testo è costituita dai bandi per il "diritto allo studio", gestiti dalle Regioni e, in alcuni casi, delegati ai Comuni di residenza. Non esiste un'unica procedura nazionale, poiché ogni ente territoriale definisce le proprie scadenze, le soglie di reddito (basate sull'ISEE) e le modalità di erogazione, che possono avvenire tramite voucher, rimborsi di spesa o cedole librarie.

È importante precisare che, per quanto riguarda la scuola primaria, le cedole librarie sono fornite direttamente dal Comune di residenza; tale procedura non richiede la partecipazione a bandi di concorso basati sull'ISEE, essendo una forma di gratuità totale prevista per legge. Inoltre, per gli studenti con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/92, molte Regioni prevedono canali di sostegno specifici e dedicati, con procedure e scadenze che possono differire da quelle dei bandi ordinari per il diritto allo studio: si consiglia pertanto di verificare tempestivamente le disposizioni pubblicate dagli uffici scolastici regionali o dai servizi sociali territoriali.

Cosa devono fare le famiglie:

Detrazioni fiscali nel 730

Oltre ai contributi diretti, il sistema fiscale italiano permette di recuperare una parte delle spese sostenute per l'istruzione in sede di dichiarazione dei redditi. È bene chiarire che le spese per i libri di testo scolastici ordinari NON rientrano tra gli oneri detraibili nel 730; la detrazione d'imposta (ai sensi dell'Art. 15, comma 1, lett. e-bis, del TUIR) è infatti riservata esclusivamente alle spese per la mensa, il trasporto scolastico, le attività extracurricolari e le rette di frequenza. Fa eccezione il caso degli studenti con Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA): per questi ultimi è possibile detrarre al 19% le spese sostenute per l'acquisto di strumenti compensativi e sussidi tecnici e informatici, come i software didattici, necessari per favorire l'apprendimento.

Per le tipologie di spese scolastiche detraibili, la normativa vigente permette di recuperare una quota dei costi sostenuti. È necessario conservare gli scontrini parlanti o le fatture che riportano il codice fiscale dello studente o del genitore che effettua il pagamento, oltre all'indicazione specifica del servizio erogato.

Si ricorda che le spese scolastiche devono essere tracciabili (pagamenti con bancomat, carta di credito, bonifico o altri sistemi di pagamento elettronico) per poter essere portate in detrazione, come previsto dalle disposizioni dell'Agenzia delle Entrate.

Consigli pratici per il risparmio

Oltre alle misure pubbliche, esistono buone pratiche che possono aiutare a contenere i costi:

Per ulteriori dettagli sulle politiche di sostegno al diritto allo studio, si consiglia di consultare regolarmente il sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove vengono pubblicate periodicamente le note informative rivolte alle istituzioni scolastiche e alle famiglie.

Tags: scuola studenti famiglie
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