La scuola italiana si prepara a integrare ufficialmente il potenziamento delle competenze non cognitive nel percorso formativo degli studenti. Durante il question time tenutosi ieri, mercoledì 15 luglio, alla Camera dei Deputati, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha fatto il punto sull’attuazione della sperimentazione nazionale, annunciando che il comitato tecnico-scientifico predisporrà a breve specifiche linee guida con la definizione delle indicazioni metodologiche e didattiche. Il numero esatto delle scuole partecipanti non risulta al momento oggetto di un dato ufficiale pubblicato dal Ministero: sarà definito dai provvedimenti attuativi e dagli elenchi che seguiranno la fase di adesione, a partire dal decreto ministeriale di autorizzazione la cui adozione è stata annunciata come imminente.
L’iniziativa, che trova il suo fondamento normativo nella legge 19 febbraio 2025, n. 22, punta a valorizzare abilità trasversali come l'autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni e la capacità di lavorare in gruppo, elementi sempre più centrali per il successo formativo e la crescita personale degli alunni.
L’atto attuativo principale della legge n. 22/2025 è il Decreto Ministeriale n. 6 del 15 gennaio 2026, con il quale il Ministero ha promosso, a partire dall’anno scolastico 2025/2026, la sperimentazione nazionale finalizzata all’introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attività educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado, ai sensi dell’articolo 11 del d.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 e nel rispetto delle prerogative del collegio dei docenti.
I numeri della sperimentazione
Il percorso di selezione delle proposte progettuali si è concluso con la valutazione delle candidature presentate dalle scuole; il numero dei progetti approvati e la relativa ripartizione saranno resi noti con i provvedimenti ufficiali. Il piano, strutturato per rispondere alle diverse esigenze dei cicli di istruzione, vedrà la partecipazione attiva di un ampio numero di istituti scolastici. L'obiettivo è quello di testare modelli didattici innovativi che affianchino le competenze disciplinari tradizionali con percorsi dedicati allo sviluppo delle cosiddette soft skills.
Va precisato che la sperimentazione triennale prevista dalla legge n. 22 del 2025 è su base volontaria: nessuna scuola viene individuata o assegnata d'ufficio. La partecipazione avviene infatti tramite adesione delle singole istituzioni scolastiche, che deliberano nei propri organi collegiali e presentano la propria proposta progettuale, nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica e senza l'imposizione di modelli predefiniti dall'alto o di ore aggiuntive rispetto all'organico dell'autonomia.
La procedura di adesione si è svolta attraverso un apposito avviso pubblico, adottato con decreto dipartimentale n. 537 del 30 marzo 2026 in attuazione del D.M. n. 6/2026: le scuole dell’infanzia, le istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo, statali e paritarie, e i CPIA — singolarmente o in rete — hanno dovuto trasmettere la propria candidatura entro il 30 aprile 2026, utilizzando l’apposito formulario ministeriale e allegando la delibera di approvazione del collegio dei docenti (e, in caso di rete, l’accordo di rete o l’impegno a costituirsi in rete). L’invio incompleto o tardivo, così come il mancato utilizzo del formulario, comportava l’esclusione dalla procedura di selezione, affidata a una Commissione tecnica nominata dal Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione.
Il monitoraggio dell'intero processo sarà affidato alla collaborazione tecnica di due enti di riferimento per il sistema educativo nazionale: l'INVALSI (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) e l'INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa). Il loro compito sarà analizzare l'efficacia delle metodologie adottate e raccogliere dati utili a valutare l'impatto della sperimentazione sul benessere degli studenti e sul clima in classe.
Formazione per il personale docente
Un passaggio cruciale dell'annuncio del Ministro riguarda il corpo docente. Per garantire che l'integrazione delle competenze non cognitive sia efficace e omogenea, il Ministero ha previsto l'avvio di un piano straordinario di formazione, di durata triennale, rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado. Tale percorso, secondo quanto annunciato, sarà operativo a partire dal prossimo anno scolastico, in attesa delle circolari e delle indicazioni operative, e fornirà agli insegnanti gli strumenti metodologici e didattici necessari per declinare le competenze non cognitive all'interno delle proprie programmazioni disciplinari.
Il comitato tecnico-scientifico istituito presso il Ministero sta attualmente definendo le linee guida che accompagneranno le scuole nel corso della sperimentazione. Tali documenti forniranno indicazioni operative dettagliate per la progettazione e la gestione delle attività in aula, in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo e con le linee guida vigenti per gli istituti tecnici e professionali.
Cosa accadrà nei prossimi mesi
Le istituzioni scolastiche che hanno aderito e le cui proposte sono state valutate positivamente riceveranno il decreto di autorizzazione ufficiale, che sancirà l'avvio formale delle attività. Per i docenti e i dirigenti scolastici, il passo successivo sarà l'adesione ai moduli formativi che verranno messi a disposizione dal Ministero. È consigliabile monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali sul portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito per ricevere aggiornamenti tempestivi sui numeri definitivi della sperimentazione, sulle modalità di avvio della formazione e sull'accesso alle risorse didattiche predisposte.
Con questa misura, il sistema scolastico prosegue il percorso di modernizzazione volto non solo alla trasmissione di conoscenze tecniche, ma anche alla formazione di cittadini dotati di una maggiore consapevolezza relazionale ed emotiva.




