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Scuola

Sostegno scolastico: come agire in caso di riduzione delle ore

16 luglio 2026 di Francesco Perrone

Con l'avvicinarsi dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, il tema dell'assegnazione delle ore di sostegno torna al centro del dibattito per molte famiglie. L'orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, a partire dalla nota pronuncia della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 25011 del 2014, offre uno strumento di tutela importante per chi teme che, al rientro in classe, le ore assegnate siano inferiori a quelle necessarie e già individuate dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO).

Il valore delle proposte del GLO

Un aspetto fondamentale riguarda il peso delle proposte del GLO: le ore di sostegno indicate all'interno del profilo di funzionamento dell'alunno non sono meri suggerimenti, ma rappresentano il riferimento tecnico su cui si fonda la programmazione dell'inclusione. Occorre però ricordare che, ai sensi del D.Lgs. 66/2017 e successive modifiche, il GLO non dispone di un autonomo potere di spesa: propone le ore, mentre l'assegnazione effettiva avviene nell'ambito dell'organico dell'autonomia e dei vincoli di bilancio. L'istituzione scolastica e l'Ufficio Scolastico Regionale sono comunque tenuti a tenere conto della valutazione collegiale già effettuata, anche prima dell'approvazione formale del Piano Educativo Individualizzato (PEI).

In passato, molte famiglie si trovavano in una situazione di stallo, attendendo la formalizzazione definitiva del PEI per poter contestare eventuali tagli. La giurisprudenza ha però chiarito che la riduzione delle ore di sostegno operata dall'amministrazione — in contrasto con quanto definito dal GLO e senza adeguata motivazione — può essere valutata come una forma di discriminazione indiretta ai danni dell'alunno con disabilità.

Cosa possono fare le famiglie

Se, all'inizio del prossimo settembre, i genitori riscontrano una discrepanza tra le ore di sostegno proposte dal GLO e quelle effettivamente assegnate, è possibile attivarsi senza attendere necessariamente la formalizzazione del PEI. La via tracciata dai giudici di legittimità permette di rivolgersi al giudice ordinario per chiedere la tutela del diritto all'istruzione e all'inclusione.

I passaggi consigliati per le famiglie in questa situazione sono:

Un orientamento per l'inclusione

Questo orientamento rafforza il principio secondo cui la programmazione dell'inclusione scolastica deve essere centrata sui bisogni reali dello studente, come certificato dal lavoro collegiale dei docenti, degli operatori sanitari e della famiglia. Le scuole sono chiamate a una maggiore responsabilità nel motivare eventuali divergenze rispetto alle proposte del GLO, evitando che i vincoli di risorse si traducano in una limitazione del diritto allo studio.

Per approfondire il quadro normativo sull'inclusione scolastica e le ultime disposizioni in materia, è possibile consultare il portale Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove vengono pubblicate le circolari operative per l'avvio dell'anno scolastico.

Si consiglia alle famiglie che si trovano in questa condizione di confrontarsi tempestivamente con le associazioni di settore e con i propri legali di fiducia, al fine di preparare la documentazione necessaria per un eventuale ricorso già nelle prime settimane di lezione.

Tags: sostegno disabilità normativa
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