Cambia radicalmente il percorso di accesso alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. A partire dal prossimo anno accademico, il sistema di selezione si sposta dal tradizionale test d'ingresso unico a una modalità basata sul cosiddetto "semestre filtro", finalizzata a valutare le competenze acquisite dagli studenti durante i primi mesi di corso.

La nuova disciplina è stata delineata dal Ministero dell'Università e della Ricerca, che ha pubblicato le linee guida per regolare l'accesso ai corsi di laurea a ciclo unico. L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione centrale è quello di superare la logica del quiz a risposta multipla, favorendo un approccio che valorizzi il percorso formativo iniziale all'interno delle aule universitarie.

Come funziona il semestre filtro

Il nuovo sistema prevede che gli studenti interessati ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Veterinaria possano iscriversi liberamente a un primo semestre caratterizzato da insegnamenti specifici, propedeutici al proseguimento del percorso di studi. Al termine di questo periodo, gli studenti dovranno sostenere delle prove d'esame che determineranno la possibilità di proseguire la carriera accademica nel corso di laurea prescelto.

Il fulcro del semestre filtro è costituito da tre insegnamenti comuni a tutti i corsi coinvolti: Biologia, Chimica e Fisica. Sono queste le materie sulle quali gli studenti dovranno misurarsi al termine dei primi mesi di lezione e che determinano, di fatto, l'esito del percorso.

Per ciascuna delle tre materie è prevista una prova strutturata con 31 domande, da svolgere in 50 minuti. La valutazione è espressa in trentesimi, con la possibilità di conseguire fino a 30 e lode: un elemento non secondario, dal momento che i voti ottenuti concorrono alla formazione della graduatoria per l'immatricolazione.

Secondo il calendario indicato dal Ministero, gli appelli d'esame sono fissati per il 10 dicembre 2026 e per l'11 gennaio 2027; le modalità operative di svolgimento saranno definite dagli atenei nel rispetto delle indicazioni ministeriali.

È bene chiarire, però, che "accesso libero" non significa accesso gratuito né illimitato: non essendo previsto un test selettivo preliminare, chi è in possesso del titolo di studio richiesto può iscriversi al semestre, ma la registrazione è regolata da regole precise stabilite dal Decreto ministeriale n. 941/2026, con scadenze perentorie, un contributo di iscrizione da versare e un numero di posti comunque definito a monte per l'immatricolazione ai corsi di destinazione. Non si tratta quindi di un bando ad accesso libero: la selezione avviene sulla base di una graduatoria definita dal MUR, costruita a partire agli esiti delle prove del semestre.

Questa impostazione mira a ridurre la pressione psicologica legata alla prova unica, spostando il focus sulla capacità dello studente di affrontare le materie fondamentali del primo anno. Le università avranno ora il compito di organizzare i piani di studio in modo da garantire la massima trasparenza durante lo svolgimento degli esami del primo semestre, che costituiranno di fatto lo sbarramento per l'accesso agli anni successivi.

Cosa devono fare gli studenti

Il primo adempimento è la presentazione della domanda di iscrizione al semestre filtro sul portale Universitaly, accessibile con SPID o CIE (credenziali rilasciate dal portale per gli studenti stranieri): il termine indicato dal Ministero è fissato alle ore 18:00 del 3 agosto 2026. La sola trasmissione della domanda, tuttavia, non è sufficiente a perfezionare l'iscrizione: è necessario anche versare il contributo forfettario di 250 euro, entro il 6 agosto 2026, sul portale dell'Ateneo prescelto come sede di frequenza. In assenza del pagamento entro il termine, l'iscrizione non è considerata valida, salvi gli eventuali esoneri totali o parziali previsti dalla normativa sulla contribuzione studentesca.

Sempre in fase di domanda, oltre al corso principale (Medicina, Odontoiatria o Veterinaria) e alla sede in cui si intende frequentare il semestre, occorre indicare in ordine di preferenza le sedi per le quali si intende concorrere ai fini della graduatoria: almeno 10 sedi per il corso principale, con la possibilità di opzionarle tutte, e almeno 5 sedi collegate al corso affine scelto come alternativa. La sede di frequenza del semestre non deve necessariamente coincidere con una di quelle indicate come preferenza per l'immatricolazione.

Un passaggio decisivo è quello della graduatoria, che risulta articolata in tre sezioni distinte in base al numero di esami superati: una prima sezione riservata a chi ha superato tutti e tre gli esami, una seconda per chi ne ha superati due e una terza per chi ne ha superato uno soltanto. L'assegnazione dei posti avviene scorrendo le sezioni in quest'ordine, così che il numero di prove superate incide concretamente sulle possibilità di accesso al percorso.

Per gli studenti che intendono immatricolarsi, è fondamentale monitorare con attenzione i bandi pubblicati dai singoli atenei. Nonostante le linee guida nazionali siano state definite, saranno infatti le singole università a pubblicare, nei prossimi giorni e settimane, i decreti attuativi che specificheranno:

  • Le date precise degli esami di sbarramento;
  • Le modalità di iscrizione ai corsi del primo semestre;
  • Il numero di posti disponibili per ogni facoltà, calcolato in base alla capacità ricettiva degli atenei.

Si consiglia di consultare regolarmente il portale istituzionale Universitaly, che rappresenta il punto di riferimento unico per tutte le informazioni ufficiali riguardanti le procedure di immatricolazione e le scadenze ministeriali.

Verso una nuova fase

Il passaggio al semestre filtro rappresenta uno dei mutamenti più significativi nel sistema universitario italiano degli ultimi anni. La transizione richiede un coordinamento costante tra il Ministero e gli uffici amministrativi delle università, chiamati a gestire un carico organizzativo inedito. Le disposizioni si applicheranno a partire dal prossimo anno accademico, con l'obiettivo di rendere il percorso di selezione più equo e aderente alle reali capacità accademiche dimostrate dagli studenti durante le lezioni.

Per restare aggiornati sulle specifiche operative, gli interessati possono consultare i comunicati ufficiali pubblicati sul sito del Ministero dell'Università e della Ricerca.