Il sistema scolastico italiano mostra segnali contrastanti nel rapporto Invalsi 2026, presentato oggi, giovedì 16 luglio, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari alla Camera. Se da un lato si registra un incoraggiante miglioramento sul fronte dell'abbandono scolastico, dall'altro emergono criticità significative nelle competenze di base degli alunni più piccoli.
Alla presenza del Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e del presidente dell’Invalsi, Roberto Ricci, sono stati illustrati i dati aggiornati che fotografano lo stato di salute dell'istruzione nel nostro Paese.
Dispersione scolastica: i dati in calo
La notizia più positiva riguarda la riduzione della dispersione. La cosiddetta dispersione "esplicita" — ovvero il numero di ragazzi che abbandonano precocemente il percorso formativo — scende al 7,3%, rispetto all'8,2% rilevato nel 2025. Un trend positivo che riflette gli sforzi messi in campo per contrastare l'esclusione sociale.
Migliorano anche i dati relativi alla dispersione "implicita", ovvero la quota di studenti che, pur completando il percorso scolastico, non raggiunge le competenze minime richieste: il dato si attesta al 6,3%, segnando quello che viene definito dagli esperti come un minimo storico. In crescita, inoltre, la quota di studenti che raggiunge risultati di eccellenza, passando dal 12,3% al 13,1%.
Il nodo della scuola primaria
Nonostante i progressi generali, i dati accendono un faro di allerta sulla scuola primaria. In particolare, si osserva una flessione nelle competenze di matematica, dove la percentuale di alunni che raggiunge il livello base è in calo. I valori in questa disciplina restano, secondo le rilevazioni presentate, ancora al di sotto dei livelli registrati nel periodo pre-pandemico.
La sfida per il prossimo anno scolastico, dunque, si sposta sulla necessità di rafforzare il consolidamento delle competenze logico-matematiche fin dai primi anni del ciclo primario, evitando che lacune iniziali si trasformino in difficoltà strutturali nei gradi di istruzione successivi.
Innovazione: le competenze digitali
L'edizione 2026 ha segnato un importante passo avanti anche sul piano metodologico. Per la prima volta, la rilevazione ha coinvolto l'intera popolazione scolastica interessata nella prova relativa alle competenze digitali. L'integrazione di questa valutazione nel rapporto nazionale conferma la volontà di monitorare non solo il sapere tradizionale, ma anche le capacità necessarie per muoversi nel contesto tecnologico attuale.
Per approfondire le metodologie di rilevazione e consultare i dati nel dettaglio, è possibile fare riferimento al portale ufficiale dell'Istituto all'indirizzo invalsi.it.
Il Ministero ha sottolineato come i dati odierni rappresentino una base fondamentale per orientare le politiche scolastiche dei prossimi mesi, con l'obiettivo di sostenere il miglioramento degli apprendimenti laddove si riscontrano le maggiori difficoltà, in particolare nel primo ciclo di istruzione.




