Il Rapporto nazionale INVALSI 2026, presentato questa mattina, giovedì 16 luglio, offre un quadro articolato e contrastante dell'istruzione italiana. Se da un lato si registra una preoccupante flessione nelle competenze matematiche durante il primo ciclo di istruzione, dall'altro emergono segnali positivi per quanto riguarda gli studenti giunti al termine del percorso secondario di secondo grado.
Scuola primaria: allarme matematica
Il dato che emerge con maggiore evidenza dal monitoraggio riguarda la scuola primaria. Sia in seconda che in quinta elementare, la quota di alunni che raggiunge almeno il livello base in matematica ha subito una contrazione di circa 3 punti percentuali rispetto alla rilevazione dello scorso anno. Attualmente, la percentuale di studenti che supera la soglia minima si attesta poco sopra il 60%, un dato che segna un divario significativo — pari a circa 8-10 punti percentuali — rispetto ai livelli rilevati nel 2019, ovvero nel periodo precedente all'emergenza sanitaria.
Questo scostamento indica che quasi il 40% degli alunni della scuola primaria si trova oggi in una condizione di fragilità nelle competenze logico-matematiche, una tendenza che pone interrogativi sulla tenuta degli apprendimenti fondamentali in una fase cruciale dello sviluppo cognitivo degli studenti.
Segnali di ripresa alle superiori
In controtendenza rispetto alla primaria, il Rapporto INVALSI 2026 evidenzia un miglioramento delle performance nell'ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado. Gli studenti dell'ultimo anno hanno mostrato progressi sia in italiano che in matematica, consolidando i propri livelli di preparazione. Un dato particolarmente significativo riguarda la riduzione dei divari territoriali, che storicamente rappresentano una delle criticità più profonde del sistema scolastico italiano.
Sebbene persistano aree di difficoltà, con alcune regioni del Sud e delle Isole che continuano a mostrare risultati inferiori rispetto alla media nazionale, il trend di riduzione del gap territoriale suggerisce un'efficacia crescente delle politiche di contrasto alla dispersione scolastica e di supporto agli istituti in difficoltà.
Verso una riduzione della dispersione
A margine della presentazione, il presidente dell'INVALSI, Roberto Ricci, ha sottolineato un altro elemento di speranza: la stima nazionale della dispersione scolastica è in ulteriore diminuzione. Tale indicatore, fondamentale per monitorare l'abbandono precoce dei percorsi formativi, conferma che le azioni messe in campo dal Ministero dell'Istruzione e del Merito e dalle singole autonomie scolastiche stanno producendo effetti concreti nel trattenere gli studenti all'interno del sistema.
Il Rapporto completo, con il dettaglio delle analisi regionali e per singolo ordine di scuola, è disponibile per la consultazione sul portale ufficiale dell'Istituto, offrendo a docenti, dirigenti e famiglie uno strumento prezioso per comprendere lo stato di salute della didattica nel nostro Paese e orientare le strategie di miglioramento per il prossimo anno scolastico.