Con la firma definitiva della parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) Istruzione e Ricerca 2025-2027, avvenuta lo scorso 1° luglio 2026 presso l'ARAN, si definisce anche la posizione del personale che ha cessato il servizio durante il periodo di vigenza contrattuale. Gli aumenti e gli arretrati previsti dall'accordo, infatti, non riguardano esclusivamente il personale in servizio, ma si estendono anche a chi è andato in pensione nel corso del triennio di riferimento.
Chi ha diritto agli arretrati?
Hanno diritto al ricalcolo delle spettanze economiche tutti i dipendenti del comparto scuola – docenti e personale ATA – che, pur essendo andati in pensione, risultavano in servizio nel periodo coperto dagli incrementi contrattuali. L'operazione di adeguamento retributivo è un atto dovuto, poiché il rinnovo contrattuale incide direttamente sulla base di calcolo del trattamento economico goduto durante gli anni di lavoro.
Secondo quanto indicato dalle organizzazioni sindacali, tra cui la FLC CGIL, il diritto agli arretrati è pieno e riconosciuto. Il personale cessato dal servizio vedrà quindi un adeguamento che comprende:
- Gli arretrati stipendiali maturati nel periodo di vigenza del contratto;
- Il ricalcolo dell'assegno pensionistico, che verrà adeguato ai nuovi livelli retributivi;
- I possibili effetti sul trattamento di fine servizio (TFS) o di fine rapporto (TFR): si tratta però di prestazioni che, per i dipendenti pubblici, seguono regole di calcolo proprie e non vengono riliquidate in automatico a ogni variazione stipendiale di natura contrattuale. Il rinnovo può incidere sulla base di calcolo per le cessazioni intervenute in vigenza delle nuove tabelle, mentre per chi è già cessato dal servizio non è previsto un ricalcolo retroattivo automatico.
Cosa deve fare il pensionato?
La notizia positiva per gli ex dipendenti è che non è necessario presentare alcuna domanda o istanza formale agli uffici scolastici o all'INPS. La lavorazione delle spettanze dovrebbe avvenire d'ufficio, sulla base dei flussi trasmessi dalle amministrazioni; allo stato, tuttavia, non risultano circolari o note ufficiali di INPS e MEF che definiscano le modalità operative e i tempi della procedura, che restano da precisare.
Il meccanismo prevede che l'Amministrazione scolastica trasmetta all'INPS i dati relativi all'inquadramento aggiornato e alle spettanze maturate. L'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, sulla base di tali flussi informativi, provvederà a ricalcolare quanto dovuto e ad erogare le somme spettanti ai beneficiari. Si tratta di un processo che, sebbene lineare dal punto di vista procedurale, richiede i tempi tecnici necessari all'elaborazione dei dati da parte degli uffici competenti.
Tempi di attesa
È importante sottolineare che, nonostante il diritto sia certo, l'erogazione non sarà immediata. I lavoratori che hanno concluso il servizio dovranno attendere che l'amministrazione completi le operazioni di comunicazione dei nuovi dati retributivi all'INPS. In questa fase, è consigliabile monitorare la propria posizione attraverso il portale NoiPA o consultando il proprio fascicolo previdenziale sul sito dell'INPS, dove verranno registrati gli aggiornamenti non appena processati.
Per ulteriori approfondimenti sul testo dell'accordo e sulle specifiche tabelle retributive, si rimanda alla documentazione ufficiale disponibile sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito e alle note esplicative pubblicate dalle sigle sindacali firmatarie dell'accordo.