Il rientro tra i banchi per l'anno scolastico 2026/2027 inizia a delinearsi. Le Regioni stanno progressivamente pubblicando i rispettivi calendari, che dovrebbero vedere gli studenti italiani tornare in aula tra l'inizio e la metà di settembre come negli anni precedenti, con un calendario che, per quanto riguarda le festività nazionali, rimane uniforme su tutto il territorio nazionale.
Quando si torna in classe
Le date definitive per il 2026/2027 saranno stabilite dalle singole delibere regionali, alcune delle quali risultano ancora in via di pubblicazione. Sulla base delle tempistiche consuete, le prime a rientrare tendono a essere le province autonome come Bolzano; per Trentino e Valle d'Aosta, così come per le altre regioni, le date non risultano al momento confermate ufficialmente. Trattandosi di una competenza regionale, non esiste un avvio uniforme deliberato a livello nazionale, e i giorni potranno variare da territorio a territorio.
È importante ricordare che, pur nel rispetto delle autonomie regionali, ogni istituto scolastico ha la facoltà di adattare il calendario in base alle esigenze del piano dell'offerta formativa, fermo restando l'obbligo di garantire il numero minimo di giorni di lezione previsti dalla normativa vigente per la validità dell'anno scolastico.
Le festività e le pause didattiche
Il calendario 2026/2027 è stato già ribattezzato da molti osservatori come "l'anno senza ponti". Diverse festività nazionali, infatti, cadranno durante il fine settimana, limitando le possibilità di interruzione prolungata delle lezioni.
- Vacanze di Natale: le lezioni si fermeranno attorno al 23-24 dicembre, per riprendere regolarmente dopo l'Epifania.
- Pausa pasquale: le scuole rimarranno chiuse per le festività pasquali a fine marzo 2027.
Anche la conclusione dell'anno scolastico sarà definita dai calendari regionali: al momento nessuna Regione ha deliberato ufficialmente la data di fine delle lezioni per il 2026/2027. Negli anni scolastici recenti la scuola primaria e secondaria ha in genere terminato nella prima metà di giugno, mentre le attività didattiche nelle scuole dell'infanzia proseguono di norma fino al 30 giugno.
Cosa fare adesso
Per le famiglie e per il personale scolastico, il consiglio è quello di consultare il portale ufficiale della propria Regione o dell'Ufficio Scolastico Regionale di riferimento. Man mano che i calendari verranno pubblicati, le singole scuole potrebbero deliberare piccoli adattamenti locali (come la festività del Santo Patrono o giorni di sospensione aggiuntivi) che possono variare da comune a comune.
Si ricorda, inoltre, che le scadenze e le modalità di organizzazione del servizio sono regolate dal Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, che garantisce l'uniformità del calendario nazionale pur consentendo la necessaria flessibilità territoriale.