Cambiano le regole per la progettazione e l'avvio dei percorsi di educazione all'affettività e alla sessualità nelle scuole secondarie. Con la legge pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso giugno, dal 7 luglio 2026 gli istituti hanno l'obbligo di acquisire il consenso informato e scritto da parte delle famiglie — o degli studenti, qualora maggiorenni — prima di procedere con l'attivazione di tali progetti didattici. Le stesse attività sono vietate nella scuola dell'infanzia e nella primaria, e riguardano quindi soltanto la scuola secondaria di primo e secondo grado.
La disposizione, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, mira a garantire la massima trasparenza tra istituzione scolastica e nucleo familiare su temi che toccano la sfera personale e valoriale degli alunni.
Cosa cambia per le scuole e le famiglie
La normativa delinea un iter preciso che le istituzioni scolastiche devono seguire per ogni attività di educazione affettiva programmata. In particolare, le scuole hanno l'obbligo di informare le famiglie con un anticipo di almeno sette giorni rispetto all'inizio del percorso. Questa comunicazione non può essere generica, ma deve contenere dettagli specifici, tra cui:
- Le finalità educative del percorso proposto;
- I contenuti dettagliati degli incontri;
- Le modalità di svolgimento (lezioni frontali, laboratori, lavori di gruppo);
- L'elenco dei materiali, dei testi o degli strumenti audiovisivi che verranno utilizzati durante le attività.
I materiali didattici e i programmi vengono inoltre messi a disposizione di genitori e studenti, i quali hanno il diritto di visionarli prima di esprimere la propria adesione. Il consenso deve essere formalizzato in forma scritta, garantendo così una tracciabilità dell'assenso informato. Per gli studenti che non aderiscono ai percorsi, gli istituti sono tenuti a garantire attività didattiche alternative.
Un nuovo quadro per l'autonomia scolastica
Questa previsione si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo della scuola nell'educazione alla cittadinanza e al rispetto, cercando di bilanciare l'autonomia didattica degli istituti con il diritto dei genitori di essere pienamente coinvolti nelle scelte educative che riguardano i propri figli.
Per i dirigenti scolastici e per i docenti, l'avvio del prossimo anno scolastico richiede dunque un'attenzione particolare nella fase di pianificazione del Piano dell'Offerta Formativa (PTOF). È necessario predisporre una modulistica chiara e tempestiva per la raccolta delle adesioni, evitando ritardi che potrebbero compromettere l'avvio dei percorsi formativi previsti nel calendario scolastico.
Le istituzioni scolastiche, nel rispetto della normativa vigente, devono integrare le proprie procedure interne per rispondere correttamente a quanto previsto, garantendo che il diritto di scelta delle famiglie sia pienamente tutelato e che ogni attività extra-curriculare o di approfondimento legata all'affettività sia preceduta da un'informativa completa e trasparente.
Per ulteriori approfondimenti sulle direttive ministeriali attuative in merito alle modalità operative, si consiglia di monitorare costantemente il portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove vengono pubblicate le circolari esplicative rivolte agli uffici scolastici territoriali e alle istituzioni scolastiche.
Aggiornato il 12/07/2026 alle 07:27