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Docenti

Assegnazioni provvisorie 2026: firmato il CCNI, cosa cambia

12 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Chi spera di lavorare più vicino a casa il prossimo anno scolastico ha una novità importante: il contratto che regola utilizzazioni e assegnazioni provvisorie è stato firmato in via definitiva il 9 luglio, ultimo passaggio prima dell'apertura delle domande. Tra i cambiamenti segnalati dai sindacati c'è una modifica che tocca molti docenti: la deroga per chi ha figli minori si applica ora fino ai 14 anni del bambino, e non più fino ai 16.

Il testo firmato è il CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo e ATA, valido per il triennio 2025/26, 2026/27 e 2027/28. È l'accordo quadro da cui dipende la mobilità annuale: dopo la firma, il Ministero ha pubblicato la nota con le istruzioni per presentare domanda.

La novità che conta: deroga figli minori fino a 14 anni

La modifica più rilevante per chi è vincolato alla propria sede riguarda i docenti con figli piccoli. Molti insegnanti neoassunti o trasferiti sono soggetti a un vincolo di permanenza triennale sulla scuola di titolarità; chi ha figli minori può però chiedere comunque l'assegnazione provvisoria in deroga a quel vincolo.

Secondo quanto riferito dalla UIL Scuola, per il 2026/27 il limite di età del figlio scende da 16 a 14 anni. In concreto: chi ha figli sotto i 14 anni può continuare a usare questa deroga; chi ha figli tra i 14 e i 16 anni, che l'anno scorso rientrava, quest'anno non potrà più farne uso. La deroga vale anche se il figlio compie 14 anni entro il 31 dicembre 2026. Resta confermata, sempre secondo le organizzazioni sindacali, la deroga per il ricongiungimento a un genitore con più di 65 anni.

Chi può presentare domanda e per quali motivi

La platea è ampia: docenti a tempo indeterminato di ogni grado, personale educativo, insegnanti di religione cattolica e personale ATA. Attenzione a distinguere le due procedure, che spesso vengono confuse:

In entrambi i casi la richiesta ha valore per un solo anno scolastico: chi la ottiene torna poi alla sede di titolarità.

Quando si presenta la domanda

Alla firma del contratto è seguita la nota operativa del Ministero, che avvia ufficialmente le procedure. Le domande vanno presentate secondo le scadenze e le modalità dettagliate nelle istruzioni diffuse dagli Uffici Scolastici Territoriali: il calendario preciso va quindi verificato sulla comunicazione del proprio UST di riferimento, dato che le finestre possono variare da provincia a provincia.

Le modalità di presentazione cambiano a seconda della categoria: i docenti presentano di norma l'istanza online tramite POLIS – Istanze Online, mentre per il personale ATA e gli insegnanti di religione è previsto in genere il modello cartaceo, secondo quanto specificato nelle istruzioni degli Uffici Scolastici Territoriali.

Cosa fare adesso

Ora che le procedure sono avviate, è il momento giusto per farsi trovare pronti. Alcuni passi pratici:

La sottoscrizione del contratto è stata seguita dalle organizzazioni sindacali, che ne hanno diffuso i primi contenuti: la FLC CGIL ha confermato la firma e annunciato la pubblicazione delle schede di approfondimento. Per le date certe e la modulistica il riferimento è la nota del Ministero, ora disponibile, con le istruzioni operative affidate agli Uffici Scolastici Territoriali.

In sintesi: il contratto c'è e la nota operativa pure: la mobilità annuale 2026/27 è ufficialmente avviata. Chi ha i requisiti può cominciare a preparare la documentazione, tenendo d'occhio due cose: le istruzioni del proprio Ufficio Scolastico Territoriale con scadenze e modulistica e, per chi conta sui figli minori, il nuovo limite di età a 14 anni.

Aggiornato il 12/07/2026 alle 10:15

Tags: docenti mobilità ccni
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