La ricostruzione di carriera è la procedura con cui il personale scolastico di ruolo si vede riconoscere, ai fini dello stipendio, gli anni di servizio svolti prima dell'immissione in ruolo. In pratica: gli anni da precario (o in altri ruoli dello Stato) non vanno persi, ma vengono valutati e fanno "salire di gradone", cioè spostano il dipendente nella fascia stipendiale corretta in base all'anzianità maturata. Non è automatica: bisogna presentare domanda, e la finestra utile è compresa tra il 1° settembre e il 31 dicembre di ogni anno.
Riguarda docenti, personale educativo, insegnanti di religione cattolica e personale ATA, una volta stabilizzati. Ecco, in modo semplice, chi può farla, quando, come e con quali effetti sulla busta paga.
A cosa serve
Quando si entra in ruolo si parte, di regola, dallo stipendio iniziale della propria categoria. La ricostruzione di carriera serve a valorizzare il servizio pre-ruolo — supplenze a tempo determinato, servizio in altri ruoli statali, il servizio militare di leva nei casi previsti — attribuendo così la posizione stipendiale che tiene conto degli anni già lavorati. L'effetto è duplice: economico (inquadramento nella fascia retributiva corretta e conseguente aumento dello stipendio tabellare) e giuridico (anzianità utile ai fini della carriera e, in prospettiva, del trattamento pensionistico).
Il trattamento economico del personale scolastico cresce infatti per fasce di anzianità: riconoscere il pregresso significa collocarsi nella fascia giusta invece che ripartire da zero.
Chi può presentarla e quando
La domanda spetta al personale confermato in ruolo, cioè dopo aver superato l'anno di prova e formazione. Chi è ancora in prova attende quindi la conferma. Il momento in cui inoltrarla è definito dalla legge: la Legge 107/2015 (art. 1, comma 209) stabilisce che le domande per il riconoscimento dei servizi si presentano tra il 1° settembre e il 31 dicembre di ciascun anno. Per il nuovo anno scolastico la finestra si aprirà quindi il prossimo settembre.
Un chiarimento utile: anche chi non ha servizio pre-ruolo da far valere fa bene a presentare comunque la domanda dopo la conferma, così da chiudere formalmente la pratica di inquadramento ed evitare disallineamenti nel proprio fascicolo.
Come si presenta la domanda
La procedura è interamente online e passa dal portale Istanze Online (POLIS) del Ministero dell'Istruzione e del Merito, a cui si accede con SPID, CIE o le credenziali abilitate. All'interno si sceglie la voce dedicata alla richiesta di ricostruzione di carriera e si dichiarano i servizi che si vogliono far valere.
In sintesi i passaggi:
- accedere a Istanze Online e aprire la sezione "Richiesta di ricostruzione carriera";
- verificare i dati anagrafici, di titolarità e di servizio precaricati;
- dichiarare i servizi pre-ruolo (la domanda ha valore di autocertificazione: le informazioni devono essere veritiere);
- inoltrare la richiesta.
All'invio il sistema genera un PDF dell'istanza, lo archivia nell'area personale e lo trasmette automaticamente alla scuola competente. Il consiglio pratico è conservare la ricevuta e controllare che lo stato passi da "Bozza" a "Inoltrata".
Cosa succede dopo l'invio
La palla passa alla scuola di titolarità, che verifica i servizi dichiarati ed emette il decreto di ricostruzione. Il decreto viene poi inviato alla Ragioneria Territoriale dello Stato per il visto di competenza, dopo il quale l'inquadramento diventa definitivo e gli effetti economici vengono liquidati. È utile sapere che i tempi non sono immediati e possono variare da scuola a scuola: seguire lo stato della pratica tramite la segreteria e l'area personale di Istanze Online aiuta a intercettare per tempo eventuali richieste di integrazione o errori.
Attenzione a un punto tecnico che è cambiato negli ultimi anni: per il personale immesso in ruolo più di recente, le modalità di valutazione del servizio pre-ruolo sono state riviste rispetto al passato. Per i casi personali più complessi (passaggi di ruolo, part-time, periodi coperti da particolari istituti, servizio militare) conviene farsi assistere dalla segreteria o dal proprio sindacato prima di compilare, così da dichiarare correttamente i periodi.
Da ricordare
- Chi: personale di ruolo (docenti, educativi, IRC, ATA) confermato dopo l'anno di prova.
- Quando: dal 1° settembre al 31 dicembre di ogni anno.
- Come: domanda su Istanze Online con SPID/CIE, in autocertificazione.
- Effetto: inquadramento nella fascia stipendiale corretta, con riconoscimento economico e giuridico dell'anzianità pregressa.
In assenza di comunicazioni diverse dall'Amministrazione, la finestra di quest'anno si aprirà a settembre: chi ha superato l'anno di prova può iniziare fin d'ora a raccogliere i dati dei propri servizi, così da presentare una domanda ordinata e completa.