Il personale docente e ATA che intende programmare la conclusione del proprio rapporto di lavoro deve tenere d’occhio, già in questa fase dell'estate, gli adempimenti necessari per il collocamento a riposo. Con l'avvicinarsi dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, è fondamentale iniziare a pianificare le procedure di cessazione, prestando attenzione alle scadenze che saranno definite dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Verifica dei requisiti pensionistici
Prima di procedere con la presentazione di qualsiasi istanza, il primo passo indispensabile è la verifica della propria posizione contributiva. La normativa vigente prevede diverse modalità di accesso alla pensione, che variano in base all'età anagrafica e agli anni di contributi versati. Per avere un quadro chiaro e aggiornato della propria situazione, è possibile consultare il sito ufficiale dell'INPS, accedendo tramite SPID, CIE o CNS.
Si consiglia vivamente di richiedere un estratto conto certificativo per accertarsi che tutti i periodi lavorativi siano stati correttamente registrati. Eventuali discordanze o omissioni contributive vanno sanate per tempo, onde evitare ritardi nel calcolo dell'assegno pensionistico.
La procedura di presentazione della domanda
La cessazione dal servizio nel comparto scuola segue un iter procedurale consolidato. La domanda di dimissioni volontarie deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale Istanze Online del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
È importante sottolineare che la domanda di dimissioni ha una doppia valenza:
- Dimissioni dal servizio: questa istanza è rivolta al Ministero e formalizza la volontà di concludere il rapporto di lavoro con la scuola.
- Domanda di pensione: questa istanza deve essere inoltrata contestualmente o successivamente all'INPS, per l'erogazione del trattamento economico.
Assistenza e supporto
Data la complessità delle normative previdenziali, che spesso si intrecciano con le specificità del settore scolastico, il supporto di professionisti del settore è caldamente raccomandato. Le organizzazioni sindacali offrono assistenza specializzata tramite i propri patronati, fornendo consulenza personalizzata sulla convenienza delle diverse opzioni di uscita, come la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata o le misure sperimentali eventualmente in vigore.
Per approfondire le tematiche relative alla normativa contrattuale e ai diritti del personale, è possibile consultare i canali ufficiali delle sigle sindacali, come ad esempio la sezione dedicata alle pensioni sul portale della FLC CGIL.
Cosa fare adesso
In attesa della circolare ministeriale che definirà il calendario puntuale per l'anno 2026, i passi da compiere oggi sono tre:
- Controllo documentale: verificare di avere a disposizione tutta la documentazione relativa ai periodi di servizio (inclusi eventuali riscatti di laurea o periodi di precariato).
- Accesso ai servizi digitali: assicurarsi che le proprie credenziali di accesso al portale Istanze Online e al sito INPS siano attive e funzionanti.
- Consulenza: contattare un patronato o un ufficio sindacale per una simulazione del calcolo della pensione, così da poter scegliere con consapevolezza la finestra di uscita più adatta alle proprie esigenze.
Si raccomanda di monitorare costantemente le comunicazioni ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che verranno pubblicate nelle prossime settimane per chiarire le scadenze definitive per l'anno in corso.




