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Scuola

Sostegno e assistenza disabilità: come chiederli per il 2026/2027

09 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Se un alunno ha una certificazione di disabilità, le ore di sostegno e l'assistenza per il prossimo anno non si ottengono con una domanda che la famiglia invia online: nascono dal PEI e dalla richiesta che la scuola inoltra agli uffici competenti. Sapere chi fa cosa — e cosa si può ancora muovere tra luglio e l'inizio delle lezioni — è il modo più concreto per non arrivare impreparati a settembre.

Le misure in gioco sono tre e vengono spesso confuse: il sostegno didattico (il docente specializzato), l'assistenza di base (igienica e per gli spostamenti) e l'assistenza specialistica per l'autonomia e la comunicazione. Non le fornisce lo stesso soggetto e non si attivano allo stesso modo.

Da dove nasce la richiesta

Il punto di partenza è sempre il Piano Educativo Individualizzato, redatto per ogni alunno dal GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione), presieduto dal dirigente e composto dai docenti della classe, dai genitori e dagli specialisti che seguono il bambino. Nella riunione di verifica finale, che si tiene di norma entro la fine dell'anno scolastico, il GLO indica il fabbisogno di ore di sostegno e di assistenza per l'anno successivo, motivandolo.

Sulla base di queste proposte il dirigente scolastico formula la richiesta complessiva dell'istituto: la parte relativa ai docenti di sostegno va all'Ufficio scolastico, quella sull'assistenza specialistica va condivisa con l'ente locale. Per il 2026/2027 questo passaggio, nella maggior parte delle scuole, si è già svolto in primavera. Restano però margini di intervento nei casi nuovi e nelle settimane che precedono l'avvio delle lezioni.

Chi fa cosa

MisuraChi la garantisceCome si attiva
Docente di sostegnoStato, tramite l'Ufficio scolasticoRichiesta della scuola a partire dal PEI; ore aggiuntive tramite i posti "in deroga"
Assistenza di base e igienicaLa scuola, con i collaboratori scolastici (ATA)Rientra nei compiti del personale della scuola
Assistenza specialistica (autonomia e comunicazione)Ente locale: Comune per infanzia, primaria e medie; Regione o ente di area vasta per le superioriSegnalazione della scuola all'ente, secondo le procedure locali

È una distinzione che pesa nella pratica: se il problema riguarda l'assistenza per la comunicazione, l'interlocutore non è l'Ufficio scolastico ma il proprio Comune o la propria Regione.

Se la certificazione è nuova, cosa fare adesso

Chi ha ottenuto da poco — o sta per ottenere — il verbale di accertamento della disabilità (Legge 104/1992) deve consegnarlo alla scuola il prima possibile, insieme al Profilo di Funzionamento rilasciato dall'ASL (o, in via transitoria, alla diagnosi funzionale). A quel punto la scuola nomina un GLO e redige un PEI provvisorio: è la procedura prevista per i bambini che entrano per la prima volta a scuola, di solito all'infanzia, e per gli alunni certificati che non hanno ancora un PEI in vigore.

Con il PEI provvisorio la scuola può chiedere il sostegno anche oltre l'organico già assegnato, attraverso i posti in deroga. Per l'assistenza specialistica conviene invece contattare direttamente il Comune (o la Regione per le superiori): le finestre per presentare le istanze e le modalità cambiano da territorio a territorio, quindi vale la pena verificare subito le scadenze del proprio ente.

Se a settembre le ore sembrano insufficienti

All'inizio dell'anno la dotazione non è ancora "chiusa": accanto all'organico di diritto, gli Uffici scolastici autorizzano i posti di sostegno in deroga per coprire i fabbisogni reali, e queste operazioni si completano di norma entro i primi giorni di settembre. Se le ore assegnate risultano inferiori a quelle indicate nel PEI, la famiglia può chiedere una nuova convocazione del GLO e sollecitare la scuola a motivare la richiesta all'Ufficio scolastico. La giurisprudenza è costante nel ritenere che le esigenze di bilancio non possano comprimere il diritto allo studio degli alunni con disabilità: un principio utile da tenere presente nel confronto con l'amministrazione.

In sintesi, cosa fare

Tags: sostegno disabilità inclusione
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